Carlo Goldoni
Il cavaliere di spirito

ATTO QUARTO

SCENA SETTIMA   Don Flavio e  Donna Florida.

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SCENA SETTIMA

 

Don Flavio e  Donna Florida.

 

FLA.

Raggiungerò l'indegno. (volendo seguitar don Claudio colla spada in mano)

FLO.

Fermatevi. (trattenendolo)

FLA.

Lasciate. (facendo forza per andare)

FLO.

Don Claudio mi rispetta, e voi mi disprezzate? (trattenendolo)

FLA.

Ah, s'involò a' miei lumi, trovarlo or non m'impegno.

Ma di fuggir non speri; lo troverà il mio sdegno.

FLO.

Contro l'amico vostro quale ragion vi accende?

FLA.

Da me una sposa infida saperlo invan pretende.

FLO.

Parvi che sia infedele chi per la vostra vita

Contro d'un uomo armato venne ad esporsi ardita?

FLA.

Qualunque sia il motivo, che in mio favor vi ha mosso,

L'infedeltà rammento, scordarmela non posso.

FLO.

Ed io non men di voi rammento a mia vergogna

Di un foglio mentitore l'inganno e la menzogna.

FLA.

Ferito, sfigurato, di voi non son più degno.

FLO.

Per provare una sposa vi vuole un bell'ingegno.

FLA.

Perfida!

FLO.

Mentitore!

FLA.

Quest'è l'amor, la fede?

FLO.

Non merita costanza chi all'onor mio non crede.

Se voi per un capriccio formaste il foglio rio,

Fu per capriccio ancora formato il foglio mio.

Fingendovi difforme, godeste a tormentarmi,

Io fingermi incostante provai per vendicarmi;

E qual voi compariste illeso nel sembiante,

Tal son nel primo impegno saldissima e costante.

Credete o non credete quel che giurar m'impegno,

Non curo l'amor vostro, non curo il vostro sdegno.

Chi dubita, chi teme la mia parola incerta,

Di me fa poca stima, e l'amor mio non merta.

FLA.

Ecco di sposa amabile il docile talento!

Dell'onta ch'io soffersi, si vede il pentimento!

Invece di placarmi con umili parole,

Gareggia in pretensioni, inventa delle fole.

FLO.

Per darvi un nuovo segno d'amor, di tenerezza...

D'aver troppo creduto quest'alma mia si accusa,

E della debolezza a voi domando scusa.

Scordatevi, vi prego, il dispiacer passato,

Certo che vi ama ancora quella che ognor vi ha amato.

FLA.

No, che mai non mi amaste, no, che all'amor non credo;

L'idea di un tradimento in voi comprendo e vedo.

Saldo nel non curarvi mi mostrerei qual sono,

Se vi vedessi ai piedi a chiedermi perdono.

FLO.

Dunque se amore invano vi offre una sposa amante,

Seguite a disprezzarmi furioso e delirante.

FLA.

Ecco il bel testimonio del più perfetto amore. (mostra la lettera di donna Florida)

FLO.

Ecco la carta indegna, che mi ha trafitto il core. (mostra la lettera di don Flavio)

FLA.

Vanne stracciato al vento. (straccia la lettera)

FLO.

Al suol va lacerato. (straccia la lettera)

FLA.

Così stracciar potessi colei che ti ha vergato.

FLO.

Qual ti calpesta il piede, del mio disprezzo in segno,

Potessi calpestare il cuor di quell'indegno.

FLA.

Ritornerò lontano da questo ciel protervo.

 

 

 


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