Carlo Goldoni
Il cavaliere di spirito

ATTO QUINTO

SCENA SECONDA   Gandolfo e detta.

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SCENA SECONDA

 

Gandolfo e detta.

 

GAN.

Eccomi.

FLO.

Sempre voi? Non vi è alcun servitore?

GAN.

Io faccio da staffiere, da cuoco e da fattore;

Ma il faccio volontieri per la padrona mia,

E la vorrei vedere un poco in allegria.

Quel che le donne attrista, d'amanti è la mancanza,

Ma voi vi confondete, cred'io, nell'abbondanza.

FLO.

Si è veduto don Flavio?

GAN.

D'allor ch'egli è partito,

Non l'ho veduto più.

FLO.

Si sa dove sia ito?

GAN.

Sarà poco lontano il povero signore;

Ritornerà senz'altro. L'aspetta il servitore.

FLO.

E don Claudio?

GAN.

Don Claudio si vede tutto il giorno

Come fa l'ape al mele, girare a noi d'intorno.

Convien dir che vi sia del dolce in quantità,

Se tanti calabroni si aggirano per qua.

FLO.

Ite a veder se trovasi don Flavio a noi vicino,

Se fosse per la strada, nell'orto o nel giardino.

Vorrei che qua venisse, ma non da me chiamato:

Fate che un buon pretesto da voi sia ritrovato.

Se di più non mi spiego, so già che m'intendete.

GAN.

Son pratico del mondo, e so quel che volete.

Potete comandarmi, e vi farò il fattore

Qual nell'arte facendo, in quella dell'amore. (parte)

 

 

 


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