Carlo Goldoni
Il cavaliere di spirito

ATTO QUINTO

SCENA ULTIMA   Donna Florida con la spada di don Flavio, ed i suddetti.

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SCENA ULTIMA

 

Donna Florida con la spada di don Flavio, ed i suddetti.

 

FLO.

Ecco, signor don Flavio, ecco la vostra spada.

FLA.

A tempo la recaste. (prende la spada)

CON.

Come! qual tradimento! (alzandosi parla con donna Florida)

In casa m'invitaste per mettermi in cimento?

Vengo con buona fede al sol vostro comando,

E a lui perché mi assalga voi provvedete il brando?

FLO.

Assalirvi don Flavio? Perché? Qual ira ha accesa

Contro di voi nel petto? Sarò in vostra difesa. (si mette dalla parte del Conte)

FLA.

Sì, difendete pure il mio rival felice.

FLO.

Vostro rivale il Conte? È un mentitor chi il dice.

CON.

Qual fondamento avete per sospettar di me? (a don Flavio)

FLA.

Si sa ch'ella vi adora. (al Conte, di donna Florida)

FLO.

Un impostore egli è. (al Conte, di don Flavio)

CON.

Eh, fra gente ben nata si tronchino i strapazzi.

Deggio parlar sincero? Affé, noi siam tre pazzi.

Don Flavio affetta sdegno, e muor per la sua sposa;

La dama arde d'amore, e finge la sdegnosa.

Ed io nell'impacciarmi con due senza ragione,

Son pazzo da catene, e merito il bastone.

Il mio buon cor mi guida, più ancor che non dovrei,

Ad impiegar per tutti i buoni uffizi miei.

Chi consigliò la dama ad esser più costante?

Chi consigliò don Flavio a non lasciar l'amante?

Chi procurò scacciare d'ambi lo sdegno, il duolo?

Chi delle nozze al nodo ambi vi sprona? Io solo.

Io fui, che di don Claudio feci abbassar l'orgoglio:

Quel che tacer voleami, ora far noto io voglio.

Lo minacciai di morte, se persisteva ardito;

Accompagnar lo feci, ed è da noi partito.

Sperai prossime tanto le vostre nozze al letto,

Che preparai in mia casa un ballo ed un banchetto,

Facendo alla mancanza di dame e cittadine,

Supplir le più ridenti, vezzose contadine.

Tutto con voi si getta, ogni fatica è vana,

Ambi vi fate vanto d'ostinazione insana.

Se per far ben vi spiaccio, domandovi perdono.

Vo' al ballo ed al convito. Vi lascio, e vi abbandono. (in atto di partire, ma si ferma ascoltando)

FLA.

Non dite che si fermi? (a donna Florida)

FLO.

Dirollo, acciò che voi

Diciate che invaghita son io dei pregi suoi?

FLA.

Direi che non partisse, ma dirlo a me non tocca.

FLO.

Se voi non glielo dite, per me non apro bocca.

CON.

Vi ho inteso, vi ho capito. Ambi pacificarvi

Vorreste in mia presenza, ed io deggio pregarvi?

Andarmene dovrei, ma resterò, se giova:

Vuò darvi d'amicizia ancora un'altra prova.

Non fate che le cure di un cavaliere amico

Siano gettate al vento. Badate a quel ch'io dico.

Fra noi che non si osservi la legge del puntiglio;

Ciascun del proprio cuore che seguiti il consiglio.

Ormai di queste nozze facciam la conclusione,

Lasciam d'esaminare chi ha torto e chi ha ragione.

Tutto in oblio si ponga; quello ch'è stato è stato.

Chi la mano il primo, è quel che ha men fallato.

FLO.

Eccola. (allunga la mano verso don Flavio)

FLA.

S'ella in prima mi offre la man di sposa,

Resta in me di più colpa la macchia vergognosa.

Volgasi questo segno contrario all'innocenza,

O voi non isperate che vi usi compiacenza. (al Conte)

CON.

Via dunque, all'atto nobile si dia migliore aspetto,

Sia il porgere la mano la prova dell'affetto.

FLA.

La mia sollecitudine prova maggiore il mio. (offre la mano)

FLO.

Forse men di don Flavio sollecita son io. (arrestandosi)

CON.

Picciole gare inutili, vi troncherò ben presto. (prende ad entrambi le mani, e le unisce)

Eccovi destra a destra, ecco il nuziale innesto:

Siete sposati alfine, è spento ogni timore;

La parte dello sdegno occupi tutta amore.

Meco venir vi prego al ballo ed alla cena;

Vil gente troverete, ma d'innocenza piena:

Gente che non conosce la debole pazzia

Della tormentatrice proterva gelosia.

Caro don Flavio amato, con amichevol ciglio

Prendete da un amico un provvido consiglio:

O più non ritornate in militari spoglie,

O abbiate più fiducia nel cuor di vostra moglie.

Perché d'esser fedeli le donne non si pentano,

Si vive in buona fede, con arte non si tentano.

È un torto il diffidare, ed è talor costretta

La donna disperata a far una vendetta.

Con fondamento io parlo, credetemi, è così.

Sentite tutto il popolo rispondere di sì.

 

Fine della Commedia.


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