Carlo Goldoni
Il conte Chicchera

ATTO PRIMO

SCENA TERZA Ippolito e Madama

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SCENA TERZA


Ippolito e Madama


IPP.

Sì, certo; è un grande arcano

Quel che asconde Fabrizio

In questi detti suoi.

Niuno può sospettar ch’egli ami voi. (ironico)

MAD.

Io però non lo credo.

IPP.

Perché?

MAD.

Perché di certo

So che d’esser amata io non ho merto.

IPP.

Ah, Madama, pur troppo

Merta la beltà vostra

Non di quel di Fabrizio,

Ma dei cuor più gentili il sagrifizio.

MAD.

Oh, chi volete mai

Che si perda per me?

IPP.

Se l’adorarvi

Un perdersi si chiama,

Offerendovi in don gli affetti miei,

Volentieri per voi mi perderei.

MAD.

Siete troppo gentil.

IPP.

Vostra bontà.

Posso nulla sperar?

MAD.

Basta: chi sa?





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