Carlo Goldoni
Il conte Chicchera

ATTO SECONDO

SCENA NONA Camera in casa di Madama. Cavallina in abito di Tedesca, e Mantecca da Ussaro

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SCENA NONA


Camera in casa di Madama.


Cavallina in abito di Tedesca, e Mantecca da Ussaro.


CAV.

Oh che belle figure!

MAN.

Io star prafo soldato,

Ma se spada feder, per mi scappato.

CAV.

La padrona è bizzarra.

Ci ha fatto travestire, e travestita

È dessa ancora ed il signor Fabrizio.

MAN.

Io l’ho fatto per te, ma la cagione

Di questa mascherata ancor non so.

CAV.

Io, se la vuoi saper, te la dirò.

Il Conte tuo padrone,

Non so se per l’amore o per la rabbia

Di restare avvilito,

Pare mezzo impazzito.

Ella vuol divertirsi. Ha concertato

Con due brutti mostacci,

Che trovandolo solo,

Lo fermino a drittura,

Che gli bendino gli occhi,

E lo conducan qui senza ch’ei sappia

Dove venga condotto e dove sia.

MAN.

Crescere lo faran nella pazzia.

CAV.

Eh, quando ch’ella voglia,

Sano ritornerà. Noi altre donne

Abbiam l’abilità, quando ci pare,

Di far l’uomo impazzire e risanare.


Quando un uomo è innamorato,

Non è mai del tutto sano:

Incomincia piano piano

Il cervello a traballar.

Se gli par d’essere amato,

La pazzia - gli fa allegria.

Se la bella - lo martella,

Si conduce a delirar. (parte)





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