Carlo Goldoni
La contessina

ATTO PRIMO

SCENA QUARTA

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SCENA QUARTA

 

Contessina, poi Lindoro

 

CONTES.

Ehi Lesbin, ehi Taccone, ite alla porta:

Il marchese che giunge, ricevete.

Sapete il dover vostro, o nol sapete?

Ah per una mia pari,

Che tutto il galateo ritiene in mente,

È cosa da morir con questa gente.

LIND.

Contessina, m'inchino.

CONTES.

Addio, marchese.

LIND.     

Permettete?

CONTES.

Anzi sì.

LIND.

Che bella mano!

CONTES.

Da tanti e tanti sospirata invano.

LIND.

Ed a me si concede

Favorsegnalato?

CONTES.

A voi, che siete un cavalier ben nato.

LIND.

(Oh se mi conoscesse!) E se non fossi

Adunque cavalier?

CONTES.

De' miei sospiri

Degno voi non sareste; io vi odierei.

LIND.

Vi scordereste dell'amor...?

CONTES.

Che amore?

Non ho sì vile il core.

Piuttosto morirei,

Che far un sì gran torto agli avi miei.

Ma parliam d'altro. Voi nobile siete,

Non è così?

LIND.

Senz'altro. Il dissi già.

(Vuol durar poco la mia nobiltà).

Dormiste ben nella passata notte?

CONTES.

Ah!

LIND.

Sospirate?

CONTES.

Sì.

LIND.

Ma perché mai?

CONTES.

Sospirando e tacendo io dissi assai.

LIND.

Oimè!

CONTES.

Caro, che avete?

LIND.

Nulla.

CONTES.

Ma pure a sospirar vi ascolto.

LIND.

Quando vi dissi oimè, vi dissi molto.

CONTES.

Ah v'intendo, v'intendo.

LIND.

Ah sì, capisco,

Cara, del vostro cor la bella face.

Voi siete il mio tesor.

CONTES.

Voi la mia pace.

LIND.

Ma dove, contessina,

Andavatetosto, e sì soletta?

CONTES.

Dirò: prima mi aspetta

La marchesa Fracassi, indi m'attende

La principessa dell'Orgasmo. Io devo

Poi visitar la cavaliera Altura,

Indi dalla duchessa mia cugina

Andavo a terminar questa mattina.

LIND.

Se mi date licenza,

Vi servirò da queste gran signore.

CONTES.

Oh caro marchesin, mi fate onore.

LIND.

Ecco la man.

CONTES.

Scusate, è netto il guanto?

LIND.

Lo misi appunto adesso.

CONTES.

Da vero? Io vi confesso,

Che se toccassi un guanto poco netto,

Mi sentirei tutto sconvolto il petto.

LIND.

Che cosa delicata!

 

 

 


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