Carlo Goldoni
Il contrattempo

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

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ATTO PRIMO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

Camera di Beatrice con tavoletta.

 

Beatrice alla tavoletta, Corallina che la serve.

 

BEAT. Guarda un poco, Corallina, che ti pare di questi nèi? Li ho io distribuiti bene?

COR. La distribuzione è bella e buona, ma la novità mi fa un poco di specie.

BEAT. Qual novità? I nèi non li ho mai portati?

COR. Sì signora, li avete portati quando viveva il padrone, ma dacché siete vedova, quest'è la prima volta.

BEAT. E una volta si doveva ricominciare.

COR. Non sono ancora tre mesi...

BEAT. Basta così; dammi quel fiore color di rosa.

COR. Color di rosa?

BEAT. Sì, quello che ieri mi ha comprato il signor Ottavio.

COR. (Già l'ho sempre detto, per causa del signor Ottavio si fa ridicola). (da sé; va a prendere il fiore)

BEAT. Dice bene il signor Ottavio, il bruno mi fa attempata. Finalmente l'ho portato tre mesi, basta così; una vedova della mia età non si ha poi da sagrificare per complimento.

COR. Eccolo, signora. (le presenta il fiore)

BEAT. È veramente grazioso. (prendendolo)

COR. Basta che l'abbia comprato il signor Ottavio.

BEAT. Sì, il signor Ottavio è di buon gusto.

COR. Sarà. (stringendosi nelle spalle)

BEAT. Ma che diavolo hai con questo galantuomo, che non lo puoi vedere?

COR. È vero, signora; non lo posso soffrire.

BEAT. Qualche cosa ti averà fatto.

COR. Dal primo giorno che egli è venuto in questa casa, mi è sempre dispiaciuta la sua maniera.

BEAT. Eppure è un uomo di spirito, parla bene, ha della civiltà.

COR. Civiltà poca.

BEAT. Ma perché dici questo?

COR. Domandatelo alla cuciniera.

BEAT. E così?

COR. E così, quando Brighella lo ha condotto ad alloggiare in casa vostra (che piuttosto si fosse rotta una gamba), gli sono andata incontro, e gli ho fatto quelle onestà che al mio grado si convenivano; sapete che cosa ha detto a Brighella, in presenza della cuciniera? Colei non mi piace: è troppo dottora.

BEAT. Ah, ah, ah. (ride) E per questo non lo puoi vedere? Via, via, non è niente.

COR. Pazienza! Sia maladetto Brighella.

BEAT. Come c'entra Brighella?

COR. S'egli non l'avesse introdotto, non ci sarebbe.

BEAT. Sono obbligata a Brighella, che mi ha fatto appigionare l'appartamento terreno.

COR. Oh sì, che non l'avereste appigionato a qualcheduno della città!

BEAT. Niuno mi avrebbe dato due doppie al mese.

COR. Quante ne avete avute di queste doppie?

BEAT. Sono due mesi ch'è qui; ho subito da domandar la pigione? Ho da mostrar di averne bisogno?

COR. Le pigioni si pagano avanti tratto. Ma so io perché non paga.

BEAT. Perché?

COR. Perché è uno spiantato maladetto, che non ha un soldo.

BEAT. I fatti suoi non si sanno.

COR. Niuno li può sapere meglio di voi.

BEAT. Io? Perché?

COR. È un mese che gli date da mangiare a ufo.

BEAT. Orsù, a te non tocca a entrare in ciò. O muta stile, o vattene di casa mia.

COR. Compatitemi; ho dell'amore per voi.

BEAT. Picchiano. Va a vedere chi è.

COR. Oh signora padrona, pensateci bene.

BEAT. Via, spicciati.

COR. Quando è fatta, è fatta.

BEAT. Come? Che vorresti tu dire?

COR. Non vi mancheranno partiti.

BEAT. Io non penso a rimaritarmi.

COR. Ne ho io per le mani...

BEAT. Ma spicciati.

COR. Ma il signor Ottavio...

BEAT. Va al diavolo.

COR. Non vi merita.

BEAT. Ti do uno schiaffo.

COR. Vado, vado, pazienza. (mortificata s'incammina) Sì, è un ciuco di prima classe. (forte a Beatrice, poi parte)

 

 

 


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