Carlo Goldoni
Il contrattempo

ATTO PRIMO

SCENA SESTA

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA SESTA

 

Ottavio e le suddette.

 

BEAT. Che motivo avete voi di maledirmi? (ad Ottavio)

OTT. E subito lo viene a riportare. (a Corallina)

COR. Parli bene, se non vuole che si riporti.

BEAT. Voi dunque mi avete maledetta?

OTT. Eh, compatitemi: non so nemmeno io che cosa mi abbia detto. Venivo a casa con premura per darvi una buona nuova, e mi hanno fatto battere un quarto d'ora: avrei maledetti anche tutti li miei parenti.

COR. Guardate se queste sono cose d'andar in collera!

BEAT. Maledire una donna, che ha per voi tanta stima?

OTT. Ma se l'ho detto senza riflettere a quello che mi dicessi! Signora Beatrice, ho da darvi una buona nuova.

BEAT. La nuova veramente è bellissima.

OTT. L'avete saputa?

BEAT. Sì, l'ho saputa. Una maledizione in ricompensa delle mie attenzioni.

OTT. Ho inteso. La riverisco divotamente. (in atto di partire)

COR. (Oh, almeno se n'andasse davvero). (da sé)

BEAT. Dove si va, signore?

OTT. Dove il diavolo mi porterà.

COR. (Diavolo, portalo lontano assai). (da sé)

BEAT. Non credevo mai, che dalla vostra bocca escissero maledizioni contro di me.

OTT. Ma, cara signora Beatrice, la bocca parla talora senza che l'uomo pensi. Il mio cuore vi benedice. Costei è un'indegna. (a Corallina)

COR. Portatemi rispetto, signore: io non ho fatto che il mio dovere.

OTT. Tu dovevi conoscere ch'io era in collera, e non dovevi riportare alla padrona quello ch'io aveva detto senza pensare.

COR. Se foste un uomo prudente, non parlereste senza pensare.

OTT. Questa mattina son fuor di me stesso. L'allegrezza ha messo in moto i miei spiriti con tanta violenza, che non son padrone di regolarli. Ho trovato un impiego; sarò provveduto di uno stipendio onorevole. Potrò corrispondere in qualche parte alle mie obbligazioni con voi. Anche con Corallina farò il mio dovere. Mi serve, è giusto che le sia grato. Sì, son grato, signora Beatrice, e son tutto vostro, e potete di me disporre; ma compatite un involontario trasporto. Il dolore avvilisce gli animi, l'allegrezza sublima il cuore. L'uomo avvilito prima pensa, e poi parla; l'uomo brillante prima parla, e poi pensa. Ma delle mie parole, dei miei trasporti, delle mie pazzie, eccomi qui, chiedo scusa, domando perdono, compatitemi per carità.

BEAT. (Chi non si moverebbe a pietà?) (guardandolo amorosamente)

COR. (La vedovella pietosa!) (da sé)

OTT. Mi perdonate? (a Beatrice)

BEAT. Non parliamo altro. Avete dunque ottenuto l'impiego?

OTT. Vi dirò: Brighella mi ha introdotto dal signor Pantalone...

BEAT. Sì, lo so, me lo ha detto Brighella istesso. Ma voi come vi compromettete di riuscire in un carico, di cui non avete i princìpi?

OTT. Eh, questi si acquistano presto. Basta ch'io vada tre o quattro volte al negozio, che dia un'occhiata ai libri, alle lettere, alla scrittura, m'impegno in quattro giorni di diventare maestro.

COR. (Temerità, presunzione). (da sé)

BEAT. Prego il cielo che ciò segua. L'impiego è buono, e col tempo si farà migliore.

OTT. Ora sì ch'io spero non partir mai più di Bologna.

BEAT. Caro signor Ottavio, sapete quel che vi ho detto.

OTT. Ecco il tempo di effettuare il nostro progetto...

BEAT. (Zitto, non fate che Corallina vi senta). (piano)

OTT. Con un impiego di questa sorta posso sperare che voi...

BEAT. (Zitto, Vi dico). (come sopra)

COR. (Ho paura che lo voglia sposare; se ciò succede, vado via subito). (da sé)

BEAT. Ma di questo impiego bisogna che bene vi assicuriate.

OTT. Son sicurissimo. Il signor Pantalone, in due volte che gli ho parlato, si è innamorato di me; e quante finezze non mi ha fatto la di lui figliuola! La signora Rosaura la conoscete?

BEAT. Sì, la conosco.

OTT. Che bella ragazza! È un poco sempliciotta, ma è graziosissima. Ha un viso delicato, una maniera dolce; in verità mi ha sorpreso.

BEAT. (Temerario! in faccia mia?) (da sé)

COR. (Oh che asino!) (da sé)

OTT. Signora, non credo già che lo abbiate per male ch'io dica la verità. Non fo torto a voi, se dico che la signora Rosaura è una giovinetta graziosa...

BEAT. Andate dunque da lei, e non mi comparite più davanti. (parte, e chiude la porta)

 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License