Carlo Goldoni
Un curioso accidente

ATTO PRIMO

SCENA SETTIMA   Monsieur FILIBERTO, poi Madamigella COSTANZA

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SCENA SETTIMA

 

Monsieur FILIBERTO, poi Madamigella COSTANZA

 

FIL. Le opere buone non ponno essere che lodate, ed ogni persona che ha lume d'intelletto, le conosce e le approva.

COST. Signore, sono ai vostri comandi

FIL. Oh! madamigella Costanza, vi vedo assai volentieri.

COST. Effetto della vostra bontà.

FIL. Piacemi che siate amica di mia figliuola.

COST. Ella merita molto, ed io l'amo con tutto il cuore.

FIL. Oh! non dite con tutto il cuore; non istà bene il dire delle bugie.

COST. Credete voi ch'io non l'ami sinceramente?

FIL. Sinceramente lo credo, ma con tutto il cuore non credo.

COST. Donde traete mai un tal dubbio?

FIL. Perché se amaste mia figlia con tutto il cuore, non vi resterebbe cuore per altri.

COST. Mi fate ridere. A chi debbo io farne parte?

FIL. Furbetta! ci siam capiti.

COST. Davvero non vi capisco.

FIL. Oh via! ponghiamo la signora modestia da un canto, e favorisca la signora sincerità.

COST. (Io non so a che tenda un simile ragionamento).

FIL. Ehi dite. Siete voi ora venuta per visitare mia figlia?

COST. Sì, signore.

FIL. Non signore.

COST. E perché dunque?

FIL. Sappiate, madamigella, ch'io sono astrologo; ho uno spirito che mi dice ogni cosa, e mi dice lo spirito in questo punto: madamigella Costanza non è venuta per visitare chi resta, ma per complimentare chi parte.

COST. (Io dubito che sia vero che qualche demonio gli parli).

FIL. E che no, che non mi saprete rispondere?

COST. Vi risponderò francamente, che se fossi anche venuta per usare un'arte di civiltà ad un vostro ospite, non meriterei di essere rimproverata.

FIL. Rimproverata? Lodata, applaudita. Gli atti di civiltà non si devono omettere, molto più poi quando la civiltà è animata da un poco di tenerezza.

COST. Voi avete volontà di ridere questa mane.

FIL. E voi, mi pare, avreste volontà di piangere; ma e che sì, che io vi rallegro gli spiriti?

COST. Davvero?

FIL. Sì certo.

COST. E come?

FIL. Con due parole.

COST. E quali sono queste belle parole?

FIL. Sentitele. Venite qui, accostatevi. Il tenente non parte più. Ah! che dite? Vi sentite brillar il cuore a quest'annunzio non aspettato?

COST. Di grazia, monsieur Filiberto, mi credete voi innamorata?

FIL. Dite di no, se potete.

COST. Signor no; l'ho detto.

FIL. Giuratelo.

COST. Oh! non si giura per così poco.

FIL. Voi volete nascondermi la verità. Come se io non potessi farvi del bene, e non mi desse l'animo di consolar voi, e di consolare quel povero addolorato.

COST. Addolorato per chi?

FIL. Per voi.

COST. Per me?

FIL. Oh sì, veramente noi siamo al buio! che non si vede chiaro l'amor che ha per voi? Che non si sa di certo, che vuol partir per disperazione?

COST. Disperazione di che?

FIL. Di vostro padre, che non acconsente di darvi a lui per superbia, per avarizia. Eh, figliuola mia, si sa tutto.

COST. Sapete più di me, a quel ch'io sento.

FIL. Voi sapete, e non volete sapere. Compatisco la verecondia: ma quando un galantuomo vi parla, quando un uomo del mio carattere si esibisce a pro vostro, avete da lasciar andar la vergogna, ed aprire il cuore liberamente.

COST. Io resto sorpresa a segno, che mi mancano le parole.

FIL. Concludiamo il discorso. Ditemi la verità da quella onesta giovane che siete: amate voi monsieur de la Cotterie?

COST. Mi obbligate in modo, che non lo posso negare.

FIL. Sia ringraziato il cielo! (Eh, mia figlia non sa mentire). Ed egli vi ama con pari affetto?

COST. Questo poi non lo so, signore.

FIL. Se non lo sapete voi, ve lo dirò io: vi ama perdutamente.

COST. (Possibile che non me ne sia mai avveduta?)

FIL. Ed io sono in impegno di persuader vostro padre.

COST. Ma lo sa mio padre, che io amo quest'uffiziale?

FIL. Lo deve sapere sicuramente.

COST. A me non ha fatto parola alcuna.

FIL. Oh sì, vostro padre verrà a dialogare con voi su questa materia!

COST. Mi lascia venir qui liberamente.

FIL. Sa che venite in una casa onorata. Non può temere che vi si conceda maggiore libertà di quella che a fanciulla onesta conviene. In somma, se io mi ci frammetto, sarete contenta?

COST. Giusto cielo! contentissima.

FIL. Brava, così mi piace; la verità non si dee celare; e poi che gioverebbe il negar colle labbra ciò che manifestano i vostri occhi? Vi si vedono in volto le bragie che vi abbrustoliscono il cuore.

COST. Avete la vista molto penetrativa.

FIL. Oh! ecco qui l'uffiziale.

COST. Con licenza, signore.

FIL. Dove andate?

COST. Da madamigella Giannina.

FIL. Restate qui, se volete.

COST. Oh! non ci resto, signore; compatitemi. Vi son serva. (Son fuori di me. Non so in che mondo mi sia). (parte)

 

 

 


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