Carlo Goldoni
Un curioso accidente

ATTO TERZO

SCENA SESTA   Monsieur Riccardo e detti

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SCENA SESTA

 

Monsieur Riccardo e detti.

 

RICC. Che fate voi qui? (a Costanza)

FIL. (Ecco il resto).

COST. Signore, voi non mi avete vietato mai di frequentar questa casa.

RICC. Principio ora a vietarvelo. So perché ci venite. So gli amori vostri col forestiere, e so che qui si tendono insidie al vostro decoro, ed alla mia autorità.

FIL. Voi non sapete nulla, e se sapeste quel che so io non parlereste così. (a Riccardo, con sdegno)

RICC. Fondo il discorso mio su quel che mi avete detto e non è poco, e bastami per obbligare mia figlia a non venire più in questa casa.

MARIAN. Avete voi paura che ve la maritino a dispetto vostro?

RICC. Posso temere ancor questo.

MARIAN. Sentite. Se non isposa il padrone, qui non c'è altri.

RICC. Dov'è il Francese? Dov'è l'uffiziale?

MARIAN. Signore, permettete ch'io glielo dica? (a Filiberto)

FIL. Ah! pur troppo si ha da sapere.

MARIAN. Sappiate dunque, che il signor uffiziale ha bravamente sposato la mia padrona.

RICC. Eh! (con ammirazione)

FIL. Oh! (con dispetto)

COST. Ecco l'ingiuria di cui temeva. Ah! signor padre, vendicate l'insulto che mi vien fatto. Si sono valsi di me per mascherare gli affetti loro; mi hanno lusingata per dileggiarmi, e l'affronto che è fatto a me, viene ad offendere la nostra casa.

RICC. Sì, vendicherò l'offesa che mi vien fatta. Voi sarete chiusa fra quattro mura, e monsieur Filiberto mi pagherà l'insulto col rossore di se medesimo.

FIL. (Mi sta bene. Merito peggio).

COST. (Meschina di me! A quale stato mi ha condotto la passione, la debolezza e l'inobbedienza!)

FIL. Caro amico, scusatemi de' miei trasporti. Conosco l'ingiustizia ch'io vi faceva, e giustamente il cielo mi punisce delle mie cattive intenzioni. Ah! monsieur Riccardo, ho perduta la mia figliuola, ed io medesimo ho procurato la mia disgrazia.

RICC. Perduta? se è maritata, non è interamente perduta.

FIL. Dubito di non vederla mai più. Chi sa che ora quel cane non me la trasporti lontano? Io medesimo gli ho dato cinquecento ghinee per portarmi via il cuore. La mia figlia, la mia unica figlia, l'amor mio, l'unica mia passione. Ah! potessi abbracciarla una volta almeno. Vo' saper se è partita, vo' procurar di vederla. S'ella è sparita, mi voglio uccidere colle mie mani. (andando via s'incontra colla figliuola)

 

 

 


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