Carlo Goldoni
Il cavaliere e la dama

ATTO SECONDO

Scena Seconda. Don Flaminio e Balestra

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Scena Seconda. Don Flaminio e Balestra

 

Don Flaminio - Balestra, sono in un grande impegno.

Balestra - Se crede ch'io sia capace di servirla, mi comandi.

Don Flaminio - Ho scommesso un orologio d'oro, che a me riuscirà d'introdurmi in casa di una dama, e che diverrò il suo servente.

Balestra - È fanciulla, vedova o maritata?

Don Flaminio - Ha il marito esiliato.

Balestra - Come sta ella d'assegnamenti?

Don Flaminio - Credo sia miserabile.

Balestra - Spererei che l'orologio d'oro non si avesse a perdere.

Don Flaminio - Aggiungi che, oltre la scommessa, vi è tutto il mio impegno. Non si è mai detto, né si dirà, che don Flaminio abbia attaccata una piazza che non siasi resa. Perderei del buon concetto, se non riuscissi in questa novella impresa. Ma dirotti ancora di più, la dama non mi dispiace, ed agli stimoli dell'impegno mi s'aggiungono quelli di una inclinazione, che quasi quasi principia ad essere amore.

Balestra - Tre forti ragioni per dichiarar la guerra al nemico. La piazza bisogna attaccarla da più parti (giacché col titolo di bella piazza V. S. denomina la sua dama). Bisogna piantare il blocco della servitù in qualche distanza, finché stringendolo a poco alla volta, diventi assedio. Conviene distribuire le batterie: qua una batteria di parole amorose, una batteria di sospiri, costà un'altra di passatempi, e qua la più forte batteria de' regali. Batti da una parte, batti dall'altra, o di qua o di si fa breccia. Allora, o che la piazza si rende a patti, o che il soldato valoroso, prendendola per assalto, tratta a discrezion l'inimico, lo passa a fil di spada e s'impossessa di tutta la munizione.

Don Flaminio - Bravo, Balestra. Tu sei molto intendente della guerra amorosa.

Balestra - Sappia che nel reggimento di Cupido ho sempre servito di foriere.

Don Flaminio - Potresti dunque precedere la compagnia de' miei desideri amorosi e avanzarti verso il quartiere dell'inimico.

Balestra - Buono! Vorrebbe V. S. illustrissima ch'io gli andassi a preparare la tappa.

Don Flaminio - Potresti intimare al capitano la resa.

Balestra - Mi dia un poco di munizione, e mi lasci operare.

Don Flaminio - Eccoti della polvere d'oro, che vale molto più di quella da schioppo. (gli dei denari)

Balestra - Infatti anche nelle guerre più vere si consuma più oro che salnitro. Lasci fare a me. Già so qual è la piazza che si deve attaccare; me l'ha detto un'altra volta e, grazie al cielo, ho buona memoria.

Don Flaminio - Ti pare che sia soverchiamente difesa?

Balestra - So tutto; conosco il general comandante. So che presidio vi è dentro.

Don Flaminio - Ti lusinghi della vittoria?

Balestra - Della difesa interna non ho paura. Mi spaventa un certo campo volante.

Don Flaminio - Condotto forse dall'armi di don Rodrigo?

Balestra - Per l'appunto. Ho paura ch'egli abbia un reggimento d'Ungheri, che distruggano le nostre batterie.

Don Flaminio - Convien pensare a qualche militare strattagemma.

Balestra - Vedrò se mi riesce aver la piazza con l'intelligenza di qualche subalterno.

Don Flaminio - Questo sarebbe un combattere senza sangue.

Balestra - Vi è un certo capitan Colombina; se mi riesce di guadagnarlo, può essere che di notte ci faccia calare il ponte e ci dia l'ingresso per la porta del soccorso. Allora, chi si può salvare, si salvi: la piazza è nostra, ed il comandante prigioniero di guerra.

Don Flaminio - Bravo, Balestra, tu sei da campagna e da gabinetto, valoroso e politico nell'istesso tempo. Opera da tuo pari, e non dubitare che sarai a parte della vittoria. (parte)

Balestra - Per lui il generale, e per me il capitano. Questa è stata la più bella scena del mondo. Chi ci avesse uditi, ci avrebbe presi per due commedianti del secento. Ma lasciando l'allegoria e venendo al proposito, qui convien maneggiarsi e servire un padrone che in me confida. In questa sorta d'affari ci vuole audacia e coraggio. Andrò in casa a dirittura. Se trovo la serva, alzo un partito; se trovo la padrona, ne pianto un altro. I denari bastano, le parole non mancano, faccia tosta e niente paura. (parte)

 

 


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