Carlo Goldoni
Il cavaliere e la dama

ATTO TERZO

Scena Terza. Don Rodrigo e detti

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Scena Terza. Don Rodrigo e detti

 

Don Rodrigo - Ecco la risposta che recherai a don Flaminio in mio nome.

Don Alonso - Poss'io essere a parte delle vostre risoluzioni?

Don Rodrigo - Vi leggerò il mio viglietto, e mi direte poi se io abbia risposto da cavaliere.

Don Alonso - Lo sentirò con piacere.

Don Rodrigo - «Don Flaminio. Rispondo alla vostra disfida, non poterla, né doverla io accettare, poiché tutte le leggi me lo inibiscono. Se non vi fosse altro da temere, oltre le pene pecuniarie ed afflittive fulminate dai Sovrani Decreti, forse mi esporrei a soffrirle, per darvi prova del mio coraggio; ma poiché le leggi cavalleresche dichiarano infame il cavaliere duellista, ricuso assolutamente di venire al luogo della disfida. Vi dico però nello stesso tempo, ch'io porto la spada al fianco per difesa della mia vita e dell'onor mio, e che in qualunque luogo avrete ardire di provocarmi, saprò rispondervi da cavaliere qual sono. Don Rodrigo Rasponi».

Che dite? Vi pare che io abbia adempito all'uno e all'altro de' miei doveri?

Don Alonso - Sì certamente. Non potevate in miglior maniera obbedire alle leggi, e dimostrare il vostro valore.

Don Rodrigo - (chiude il biglietto coll'ostia, e lo a Balestra) Tieni, portalo al tuo padrone. Amico, compiacetevi di venir meco. (parte)

Don Alonso - Avverti non mancare, ché don Rodrigo ed io ti faremmo pagar cara la tua mancanza. (a Balestra, e parte)

Balestra - Obbligatissimo. Questa volta a portar viglietti mi son guadagnata una bella mancia. (parte)

 

 


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