Carlo Goldoni
De gustibus non est disputandum

ATTO PRIMO

SCENA DECIMA   Don Ramerino solo

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SCENA DECIMA

 

Don Ramerino solo.

 

 

E pur l'amore istesso,

Sia piacer, sia tormento, o gelo, o foco,

Perfetta analogia serba col gioco.

Gode talor l'amante,

Talor smania e delira.

Ora ride chi gioca, ed or sospira.

Cento disprezzi a un cuore

Compensa una finezza;

E una vincita solo.

Lo sfortunato giocator consola.

Rimedio e dell'amore

Talor cambiare il foco;

Suol la sorte cambiar chi cambia gioco.

E alfin consuma i giorni,

E alfin manda la casa in precipizio

L'incauto amante, e il giocator per vizio.

 

Un nobile affetto

Lo spirto serena.

Giocar per diletto

Si può senza pena.

In uno è difetto,

Nell'altro virtù.

Febrifugo arcano,

Mortale veleno

La medica mano

Sa porgere al seno

Col semplice indiano

Che vien dal Perù. (parte)

 

 

 


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