Carlo Goldoni
De gustibus non est disputandum

ATTO SECONDO

SCENA OTTAVA   Celindo solo

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SCENA OTTAVA

 

Celindo solo.

 

 

Artimisia, egli è ver, fuor di me stesso

Mi guida a delirar. Pietà mi desta:

Alla pietà s'aggiunge

Qualche bella speranza, ed a ragione

Mi rimprovera Erminia. Ella per altro

Col pianto e con i vezzi

Mi potrebbe obbligar, non coi disprezzi.

Dir ch'io non le gradisco

Perché sono sgarbato, e oltraggio tale

Che mi muove a dispetto,

Che converte in isdegno anche l'affetto.

 

Donne, voi che amate siete

Per il vezzo e la beltà,

Il rigor, la crudeltà,

Potrà farvi un sprezzar.

Se tirannico è l'impero,

Mal si regge e poco dura;

Quando pesa, si procura

L'aspro giogo di spezzar. (parte)

 

 

 


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