Carlo Goldoni
De gustibus non est disputandum

ATTO SECONDO

SCENA DECIMA   Artimisia, don Ramerino, Rosalba e detto

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SCENA DECIMA

 

Artimisia, don Ramerino, Rosalba e detto.

 

ART.

(Mirate il poverino,

Ch'è impazzito davvero. Presto, presto,

Il medico, il cerusico cercate;

Conduceteli qui, non ritardate). (piano a don Ramerino e Rosina, senza che il Cavaliere s'avveda)

RAM.

(Povero cavaliere!) (da sé)

ROS.

(Mi fa pietà il meschino). (da sé)

CAV.

(Ecco Artimisia;

Cangiar stile conviene). (da sé) Ah mia signora,

Per pietà, consolate un che v'adora.

RAM.

(Par che sano favelli). (piano ad Artimisia)

ART.

(Passare alla mestizia,

Dopo tanta allegria,

È l'effetto più ver della pazzia). (piano a don Ramerino)

CAV.

Rispondetemi almeno, o sì, o no;

Ah, se voi mi schernite, io morirò.

ROS.

(Parla bene finor). (piano ad Artimisia)

ART.

(No, v'ingannate.

Dir di voler morir, senza un perché,

Son parole da pazzo, e pazzo egli è). (piano a Rosalba)

CAV.

Ah crudele, spietata,

Barbara donna ingrata!

Voi negate al mio mal pietà e conforto?

Così voi mi trattate? Oimè, son morto.

ART.

(Presto, il medico, presto, ed il cerusico).

RAM.

(In fatti è tutto foco.

Par un che persi abbia i danari al gioco). (parte)

ROS.

pazzo per amor; se fossi in lei,

Da sì fatta pazzia lo guarirei). (da sé, e parte)

 

 

 


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