Carlo Goldoni
La diavolessa

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA   Camera nobile di locanda.   Dorina e Giannino, poi Falco

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ATTO PRIMO

 

SCENA PRIMA

 

Camera nobile di locanda.

 

Dorina e Giannino, poi Falco

 

DOR.

Ho risolto, voglio andar.

Non mi state a tormentar.

GIANN.

Ah, Dorina, per pietà,

Mi volete lasciar qua?

DOR.

Vostro danno: voglio andar.

GIANN.

Mi volete abbandonar?

 

FALCO

Che c'è, che c'è di nuovo,

Che mi par di sentirvi un po' alterati?

DOR.

Fateci i nostri conti:

Per me voglio andar via.

GIANN.

Mi vuole abbandonar Dorina mia. (a Falco)

FALCO

Ma perché mai? Oh povero ragazzo!

DOR.

Perché nel duro caso

In cui ci ritroviamo,

È necessario che ci separiamo.

GIANN.

Ch'è l'istesso che dir che a dirittura

Vada a porsi Giannino in sepoltura.

FALCO

Non mi credeva mai,

Con vostra permission, (a Dorina)

Che aveste così poca compassione.

DOR.

Egli di casa mia

M'ha fatto venir via;

Ed or per sua cagion son nell'intrico.

GIANN.

Ma la voglio sposar...

DOR.

Sposar mi vuole,

Ma non ha un soldo in tasca:

Onde, sfogate le amorose brame,

Presto ci converrà morir di fame.

FALCO

Dorina m'ha spiegato i sensi suoi;

Ora, signor Giannin, che dite voi?

GIANN.

Io dico... che... vorrei...

FALCO

Sposarla?

GIANN.

Sì, signore.

FALCO

E poi?

GIANN.

E poi,

Quando morrà mio padre,

Ch'è vecchio ed ammalato,

In casa mia vivremo in buono stato.

FALCO

Dite la verità, Dorina mia,

Gli volete voi ben?

DOR.

Se non l'amassi,

Non avrei seguitati i di lui passi.

FALCO

Dunque sta tutto il mal, per quel ch'io sento,

Nel non aver denaro.

DOR.

E vi par poco?

FALCO

E quando in questo loco

Vi trovassi un onesto assegnamento?

DOR.

Gli porgerei la mano in quel momento.

FALCO

Lasciate fare a me.

GIANN.

Falco, vi prego.

DOR.

Caro Falco gentil.

GIANN.

Falco garbato.

DOR.

M'obbligherete assai.

GIANN.

Vi sarò grato.

FALCO

Udite: evvi un riccone

Che ha nome don Poppone,

Il quale amando assai l'argento e l'oro,

Cerca sempre trovar qualche tesoro.

Basta che un forestier gli si presenti,

E con franchezza ostenti

L'abilità per tali scavazioni,

Gli leva dalla man scudi e dobloni.

GIANN.

Ma io non ne so niente.

FALCO

Cosa importa?

Istruirvi saprò, se voi volete.

Fidatevi di me, mi conoscete.

DOR.

Tutto farò quello che far si puote

Per aver saviamente un po' di dote.

FALCO

Basta che col maestro

Si divida la preda.

DOR.

È cosa giusta.

GIANN.

Voi farete il comparto.

FALCO

Di quello che verrà, mi basta il quarto.

V'insegnerò la casa:

Andrete soli per non dar sospetto,

E vi dirò quello che dir dovrete.

Poi, quando in casa siete,

Anch'io vengo a drittura

Per dar credito e forza all'impostura.

GIANN.

Intanto ci darete

Da mangiare, cred'io...

FALCO

Siete padroni.

Tutto Dorina avrà quel che comanda;

È a sua disposizion la mia locanda.

 

Se non fossi maritato,

Non so dir cosa farei. (a Dorina)

Oh Giannino fortunato, (a Giannino)

Che costei si goderà!

DOR.

Oh davver, siete garbato! (a Falco)

GIANN.

Ma non tanta carità. (a Falco)

FALCO

È graziosa, ed è gentile;

Non conosco la simile.

DOR.

Obbligata in verità. (a Falco)

GIANN.

Ma non tanta carità. (a Falco)

FALCO

Sei geloso, poverino!

È geloso il mio Giannino,

E da ridere mi fa. (parte)

GIANN.

Ho a soffrir questo dolore!

DOR.

Colla fame, mio signore,

Gelosia non si confà. (parte)

GIANN.

La signora dice bene,

E soffrire mi conviene

Per la mia necessità. (parte)

 

 

 


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