Carlo Goldoni
La diavolessa

ATTO SECONDO

SCENA SETTIMA   Don Poppone e detti

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SCENA SETTIMA

 

Don Poppone e detti.

 

POPP.

Eccomi di ritorno;

Compatite di grazia,

Se vi trattai finor con malagrazia.

DOR.

Per verità, signore,

Mi pare un poco strana

La privazione della sua presenza.

GIANN.

Ma se vuol tornar via, gli diam licenza.

POPP.

Garbato cavaliere, in verità,

Amante qual son io di libertà.

DOR.

Che avete nelle mani?

POPP.

Niente, niente:

Una piccola borsa

Con un po' di denaro.

GIANN.

E per che fare?

POPP.

Così, per impiegare

In un certo negozio.

DOR.

Affé, scommetto

Che far volete un qualche regaletto.

POPP.

Brava, brava, contessa!

L'avete indovinata.

DOR.

Esser dee regalata

Una femmina forse?

GIANN.

E un uomo ancora?

POPP.

L'anello a una signora

Di dare ho destinato,

E ad un uom questa borsa ho preparato.

DOR.

(Buono!)

GIANN.

(Buono davvero!)

DOR.

E può sapersi

Chi sia colei che quest'anello avrà?

GIANN.

Si può sapere a chi la borsa va?

POPP.

Va la borsa e l'anello a due persone

Di bassa condizione.

DOR.

In verità,

Quell'anello sarebbe il caso mio.

GIANN.

Mi degnerei di quella borsa anch'io.

POPP.

Eh, so ben che scherzate.

A un conte, a una contessa,

Non mancano denari e pietre belle,

Né si degnan di queste bagattelle.

DOR.

Se volete provar...

GIANN.

Su via, provate.

POPP.

Che caro cavalier! So che scherzate.

 

 

 


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