Carlo Goldoni
La diavolessa

ATTO TERZO

SCENA QUINTA   Dorina, Giannino e Ghiandina

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SCENA QUINTA

 

Dorina, Giannino e Ghiandina

 

GHI.

Tant'è, signori miei, scoperti siete.

Andarvene dovrete, e forse in pena

Della vostra malizia,

Render conto dovrete alla giustizia.

GIANN.

Io non so che vi dite.

DOR.

Io non so nulla.

GHI.

Che innocente fanciulla! (a Dorina)

Che giovane dabbene! (a Giannino)

Da ridere mi viene. Il signor conte,

La signora contessa!

Il diavolone con la diavolessa!

Il povero padrone assassinato,

Rubato, bastonato.

Tutto vidi dall'uscio di cantina.

GIANN.

Abbiateci pietà, cara Ghiandina.

DOR.

Falco n'è la cagione.

GHI.

Lo so che quel briccone l'ha ingannato;

Ma sarà, come merta, castigato.

DOR.

Ma voi, come c'entrate?

GHI.

Ci ho da entrare

Più assai che non credete,

Poiché, se nol sapete,

Per serva sono entrata in queste porte,

Ma del padrone diverrò consorte.

 

Sì, signori, così è,

Il padron mi sposerà.

Il padrone premierà

Il mio amore e la mia .

E voi altri cabaloni,

Che faceste gli stregoni,

Partirete via di qua.

Il briccone-diavolone,

La contessa-diavolessa,

Al padron la pagherà. (parte)

 

 

 


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