Carlo Goldoni
La donna di garbo

ATTO PRIMO

SCENA SECONDA

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SCENA SECONDA

 

Rosaura, poi Diana

 

DIA. Ah Rosaura! mi sento morire.

ROS. Su via, finite una volta di piangere. Queste vostre lagrime fanno torto alla vostra prudenza ed alla mia sagacità. Credete ch'io non sia capace di consolarvi? Ve l'ho promesso, e lo manterrò.

DIA. Chi ama teme, e chi vive sotto la soggezione d'un padre severo, ha poca occasion di sperare.

ROS. Se foste sotto la vigilanza di cento padri, vi torno a promettere che il signor Momolo sarà vostro sposo.

DIA. Cara Rosaura! tu mi torni da morte a vita, di te mi fido, a te mi raccomando.

ROS. Tutti gli animali si servono di quelle arme che la natura ha loro somministrate per difendersi da' nemici; per esempio: il bue si val delle corna, il cavallo de' piedi, il cane de' denti, il gatto delle ugne, l'istrice delle spine, gli uccelli del rostro e la pulce dell'agilità ne' suoi moti. L'uomo si serve dell'autorità che si è usurpata sopra di noi, e noi della finzione ch'è la dote più bella del nostro sesso, in cui consiste la maggior forza che vaglia a ribattere la soperchieria degli uomini. Con questa si persuade la gioventù, e si delude la vecchiaia: con questa si acquistano gli amanti, si assicura la propria sorte, e si schernisce la crudeltà de' parenti.

DIA. Io durerò poca fatica a seguir il tuo consiglio, essendo naturalmente inclinata a celare altrui il mio cuore.

ROS. Ma non basta celar il cuore, conviene talvolta ancora farlo credere diverso da quello ch'esso è.

DIA. Come sarebbe a dire?

ROS. Mi spiego: voi amate il signor Momolo; vostro padre, se lo sapesse, non v'acconsentirebbe, essendo il signor Momolo forestiere, scolare, ed un po' pazzarello: dunque con vostro padre dovete mostrarvi inimicissima di un tale amore, anzi a tutt'altro inclinata. Dovete mostrarvi attenta al lavoro, amica del ritiro, nemica delle finestre, aliena dalle conversazioni, scrupolosa, modesta, e sopra tutto semplice, in tutte le migliori cose del mondo. Quando poi vostro padre sarà convinto da una falsa apparenza, lasciate fare a me a trovar la via per condurlo.

DIA. Sì, Rosaura, così farò. Piacemi estremamente un tal metodo.

ROS. Voglio però darvi un altro avvertimento, buono a regolarvi col vostro amante. Con lui non fate tanto la semplice, né siate facile a creder tutto. Gli uomini, signora mia, sono troppo sagaci, e ingannano le povere donne, ed io ne ho provato per mia fatalità il disinganno.

DIA. Sei stata tu pure innamorata?

ROS. E in qual guisa! Ma sono stata ingratamente tradita. Oh, maledette lusinghe! Mah! Ecco vostro padre; chinate gli occhi, unite le mani sopra del grembo, stringete la bocca, e lasciate ch'io parli.

 

 

 


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