Carlo Goldoni
La donna di garbo

ATTO SECONDO

SCENA OTTAVA

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SCENA OTTAVA

 

Beatrice, Lelio, Diana, Dottore

 

DOTT. Signora Beatrice, Diana figliuola mia, sappiate che è arrivato Florindo mio figlio; e vi prego riceverlo con amore.

DIA. Io l'amo teneramente, e sospiro di vederlo.

BEAT. Avrò per lui quella stima e quel rispetto che gli si deve.

LEL. Io pure sarò ammiratore della di lui decantata, peregrina virtù.

DOTT. Le sarò bene obbligato. Dicono che sia un ragazzo di spirito.

LEL. Degno rampollo d'un sì bel tronco.

DOTT. Obbligato dell'onor che si degna farmi.

DIA. Signor padre, se vi contentate, mi ritiro.

DOTT. Perché ritirarvi? Oh, bella grazia che sarebbe! Fermatevi, vi dico.

DIA. Ubbidisco.

BEAT. Eccolo che giugne.

 

 

 


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