Carlo Goldoni
La donna di garbo

ATTO SECONDO

SCENA DICIASSETTESIMA

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SCENA DICIASSETTESIMA

 

Florindo, poi Brighella ed Arlecchino

 

FLOR. Ah, questo è un colpo non preveduto! Qual demone inspirò a Rosaura portarsi a Bologna ed introdursi in mia casa?

BRIGH. Ben venuto, illustrissimo signor padron.

ARL. Ben tornado, signor poltron.

FLOR. Buon giorno. (Qual astro per me fatale infuse nell'animo di colei un sì particolare coraggio?) (da sé)

BRIGH. Ala fatto buon viazo?

ARL. M'ala portà gnente?

FLOR. (E poi? Ah, questo è il peggior de' mali! Innamorare mio padre? Volerlo sposare? Oh, trista donna!) (da sé)

BRIGH. Vorla andar a riposar?

ARL. Vorla che andemo a magnar?

FLOR. (Ma no, ciò non deve tollerare l'onestà d'un figlio. Tutto si sveli, tutto si pubblichi). (da sé)

BRIGH. Me par che la sia molt'alterà.

ARL. Me par che la gh'abbia molto poca creanza.

FLOR. (Ma che sarà d'Isabella? Dovrà scoprirsi? Dovrà partire, o dovrò sposarla?) (da sé)

BRIGH. L'ha qualche cossa per la testa.

ARL. L'è matto in coscienza mia.

FLOR. (No, no, Isabella dev'esser mia moglie. È nata nobile, non deggio tradirla). (da sé)

BRIGH. Cossa mai ghsuccesso?

ARL. Elo stà bianco o negro?

FLOR. (Ma se scopresi l'impegno anteriore con Rosaura, sarò costretto a sposar quella, e lasciar quell'altra).

BRIGH. El me fa compassion.

ARL. El me fa da rider.

FLOR. (Oh Giove!)

BRIGH. Oh Venere!

ARL. Oh Bacco!

FLOR. (Suggerisci l'espediente al mio cuore).

BRIGH. Soccorri sto pover signor.

ARL. Torneghe el so giudizio.

FLOR. (Ah, non v'è più rimedio).

BRIGH. Oimei.

ARL. L'è vera: chi nasce matto, non varisce mai.

FLOR. Brighella.

BRIGH. Signor.

FLOR. Arlecchino.

ARL. Son qua.

FLOR. Assistetemi. Ho bisogno di voi. Venite qui, datemi la vostra mano in pegno della vostra fede.

BRIGH. Ecco la man. (gli danno la mano)

FLOR. No. (li respinge, essi partono) Non ho bisogno di voi. Solo ho sinora operato, solo mi reggerò in avvenire. La notte è provvida consigliera. Dimani risolverò. Tutto si faccia, purché il matrimonio di mio padre non segua. Nulla intentato si lasci. Anzi il più difficile e il più pericoloso si tenti. (parte)



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