Carlo Goldoni
La donna di governo

[ATTO PRIMO]

SCENA SESTA   FABRIZIO, poi ROSINA

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SCENA SESTA

 

FABRIZIO, poi ROSINA.

 

ROS.

(Con chi grida lo zio?) (da sé, venendo non veduta da Fabrizio, che le ha voltata la schiena)

FAB.

Io son quel che comanda.

Quando io scelgo uno sposo, di più non si domanda.

In giovine dabbene codesta è una vergogna. (parlando come sopra)

ROS.

Dice a me, signor zio?

FAB.

Anche a voi, se bisogna. (voltandosi nel sentirla parlare)

ROS.

Io non ho colpa in questo; è stata mia sorella.

FAB.

Giuseppina? Che ha fatto codesta sfacciatella?

ROS.

Siete in collera?

FAB.

E come! la bile mi vien su.

ROS.

Oh, se voi siete in collera, io non vi parlo più.

FAB.

Via, il caldo mi è passato. (Sentiam quel che sa dire). (da sé)

ROS.

Quando vi vedo in collera mi sento intirizzire.

FAB.

Via parlate, Rosina, in collera non sono.

ROS.

Griderete s'io parlo?

FAB.

No, con voi sarò buono.

ROS.

Chi ha detto dello sposo?

FAB.

La stessa Giuseppina.

ROS.

E mi dice ch'io taccia? che cara sorellina!

Ch'io taccia; ed ella parla! Mi piace, per mia .

Vorrebbe far cadere il mal sopra di me.

Ella è stata cagione, che anch'io contro al mio solito

Ho parlato a quel giovane.

FAB.

A chi?

ROS.

Al signor Ippolito.

FAB.

E chi è codesto Ippolito?

ROS.

Come! non lo sapete?

FAB.

Non lo so, disgraziata. (con isdegno)

ROS.

Ecco, in collera siete.

Se vi veggo sdegnato, dubbio non v'è ch'io dica.

FAB.

Son placido, son cheto. (Faccio una gran fatica).

Voi col signor Ippolito parlaste; e la sorella?

ROS.

Col signore Fulgenzio ha favellato anch'ella.

FAB.

Brave. (con un poco di sdegno)

ROS.

Signore... (mostrando di intimorirsi)

FAB.

Eh, rido. (trattenendo a forza lo sdegno)

ROS.

Ridete, signor zio.

Ella vuol maritarsi, e l'ho da fare anch'io.

FAB.

Ah, mi sento venire... (smaniando)

ROS.

Signor zio, cos'è stato?

FAB.

Nulla, nulla, seguite. (sforzandosi)

ROS.

Cosa vi viene?

FAB.

Un flato.

ROS.

Vado via?

FAB.

No, restate. Perché non consigliare

La donna di governo, che vi può illuminare?

ROS.

Anzi con mia sorella abbiamo stabilito

D'imitar Valentina, trovandoci un marito.

FAB.

Quella buona ragazza s'imita in tal maniera?

ROS.

signor, ella trovato ha Baldissera.

FAB.

Chi è costui? (con agitazione, trattenendo lo sdegno)

ROS.

È lo sposo.

FAB.

Di chi? (come sopra)

ROS.

Di Valentina.

E hanno parlato insieme tutta questa mattina.

FAB.

Come!... Chi l'ha veduta? (scaldandosi un poco)

ROS.

Tutta la servitù.

FAB.

Diavolo! (alterato)

ROS.

Siete in collera?

FAB.

Ah, che non posso più.

Presto, veglio sapere quel ch'è, quel che non è.

Palesate, parlate. (con sdegno caricato)

ROS.

Uh poverina me! (parte intimorita correndo)

 

 

 


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