Carlo Goldoni
La donna di governo

ATTO QUINTO

SCENA TERZA   FULGENZIO e GIUSEPPINA

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SCENA TERZA

 

FULGENZIO e GIUSEPPINA.

 

FUL.

Questo sarebbe un torto alla maggior sorella.

GIU.

E che l'abbia permesso codesta ignorantella?

FUL.

Non sarebbe gran caso che avesse acconsentito.

Qual è quella fanciulla che sdegni aver marito?

GIU.

E che si sia sposata senza dir nulla a me?

FUL.

In casi di tal sorte ciascun pensa per sé.

Per comprar un vestito la donna si consiglia,

Ma se le danno un sposo, sta zitta, e se lo piglia.

GIU.

Crederlo ancor non posso.

FUL.

Diranlo i labbri suoi.

Ma s'ella si è sposata, sposatevi anche voi.

GIU.

S'ella lo averà fatto, il zio sarà contento.

FUL.

Non vi sarà bisogno del suo consentimento.

Da me il Governatore di tutto è prevenuto,

Ha promesso di darvi il necessario aiuto.

Esser non può tiranno lo zio colla nipote;

Vi dovrà per giustizia concedere la dote.

Subito dovrà farlo, se l'altra è collocata.

GIU.

E sarà la minore prima di me sposata?

FUL.

Quello ch'è fatto, è fatto.

GIU.

Ma fatto non sarà.

FUL.

Ecco qui la sorella.

GIU.

Se è ver, mi sentirà.

 

 

 


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