Carlo Goldoni
La donna di governo

ATTO QUINTO

SCENA UNDICESIMA   FABRIZIO e detti

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SCENA UNDICESIMA

 

FABRIZIO e detti.

 

FAB.

Che nobile congresso!

DOR.

Siam stanchi d'aspettare.

FAB.

Se siete stanca, andate; con voi non ho che fare.

GIU.

Orsù, non siam venuti per taroccar.

FAB.

Domani

Voi nel ritiro andrete. (a Giuseppina)

DOR.

(Mi pizzican le mani). (da sé)

GIU.

Io dunque nel ritiro andar son destinata.

E Rosina, signore?

FAB.

Rosina è maritata.

GIU.

Pria di me si marita?

FAB.

Quello ch'è fatto è fatto.

Ecco appunto il notaro che ha steso il suo contratto.

NOT.

Io, signor? Non è vero.

FAB.

Come! avete bevuto?

NOT.

Ad un par mio, signore? Sono un uom conosciuto.

Il contratto ch'io feci, non fu per questi qui.

E voi ben lo sapete.

FAB.

Oh cospetton! per chi?

NOT.

Se poi sposar volete la signora Rosina,

Per lei farò la scritta. (a Fabrizio)

FAB.

Zitto, (al Notaro) ovValentina?

Valentina, ove siete? Sento tremarmi il cuore.

Valentina. Chiamatela.

 

 

 


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