Carlo Goldoni
Lo scozzese

ATTO TERZO

SCENA QUINTA   Don Properzio e le suddette.

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SCENA QUINTA

 

Don Properzio e le suddette.

 

PROP. Con permissione. Veda quanta stima e quanta venerazione ho per la mia signora: in mancanza de' servitori, vengo io medesimo a farle un'ambasciata.

GIU. Troppo gentile, signore.

PROP. Ella è domandata da un giovane, che non so dirle chi sia.

ASP. (Sarà don Alessandro). (ansiosamente a donna Giulia)

GIU. (Potrebbe darsi). (a donna Aspasia) Non lo conosce? (a don Properzio)

PROP. Lo conosco, ma non mi sovviene. L'ho veduto altre volte, ma non mi ricordo chi sia.

ASP. (Sarà egli senz'altro). (come sopra)

GIU. (Non facciamo scene in presenza di mio marito). (a donna Aspasia)

ASP. (Non potrò trattenermi). (come sopra)

GIU. (Venite meco in un'altra camera). (a donna Aspasia)

PROP. E così, signora, lo vuole, o non lo vuole?

GIU. Favorisca introdurlo e trattenerlo un momento. Servo di questa dama, e torno subito. (a don Properzio) Andiamo. (a donna Aspasia)

ASP. (Mi sento rimescolar tutto il sangue). (parte con donna Giulia)

 

 

 


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