Carlo Goldoni
Lo scozzese

ATTO TERZO

SCENA SESTA   Don Properzio, poi don Ridolfo

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SCENA SESTA

 

Don Properzio, poi don Ridolfo

 

PROP. Già so che con essa è tutto buttato via. Con tutte le mie buone grazie, non farò niente. Pure vo' tentar di convincerla: non vorrei ch'ella mi facesse spendere in una lite. Ehi! signore, favorisca. (alla scena)

RID. Mi rincresce di dover dare a lei quest'incomodo.

PROP. Non fa niente. La signora lo prega di trattenersi un poco, che or ora viene.

RID. Prenda pure il suo comodo.

PROP. Chi è ella, signore, se è lecito?

RID. Ridolfo Presemoli, ai di lei comandi.

PROP. Ah! il signor don Ridolfo, quel bravo poeta. Me ne rallegro infinitamente.

RID. Suo umilissimo servitore.

PROP. Viene ella da mia moglie per qualche raccomandazione?

RID. Per verità, vengo a prendere una signora che ho avuto l'onore di accompagnare fin qui, e che devo ricondurre alla sua abitazione.

PROP. Sì, la signora donna Aspasia era qui in questo momento.

RID. Perdoni, non è la signora donna Aspasia, ma la signora donna Aurelia.

PROP. Aurelia, o Aspasia, non mi ricordo bene. Io credeva che si chiamasse Aspasia.

 

 

 


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