Carlo Goldoni
Lo scozzese

ATTO TERZO

SCENA SETTIMA   Donna Giulia e detti.

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SCENA SETTIMA

 

Donna Giulia e detti.

 

GIU. Eccomi.

RID. Servo suo riverente. (a donna Giulia)

GIU. È questi il signore che mi domandava? (a don Properzio)

PROP. È questi.

RID. Sono venuto a riprendere...

GIU. Ho capito.

PROP. Eh favorisca, quella signora ch'era qui, si chiama Aurelia o Aspasia? (a donna Giulia)

GIU. Aspasia. (a don Properzio)

PROP. Ha sentito? (a don Ridolfo)

RID. Ma la signora donna Aurelia? (a donna Giulia)

GIU. Favorite di trattenervi, che or ora sono da voi. (a don Ridolfo) Signor consorte, giacché ha tanta bontà per me, mi faccia la finezza di tenere un poco di compagnia al signor don Ridolfo, fintanto che dico una parola a quella dama, e ritorno subito. (a don Properzio)

PROP. Si serva pure.

GIU. (Giacché è qui don Ridolfo, vo' meglio assicurarmi del cuore di donna Aurelia, e prevenirla del mio disegno). (parte)

 

 

 


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