Carlo Goldoni
Lo scozzese

ATTO TERZO

SCENA QUATTORDICESIMA   Donna Aspasia e detti.

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SCENA QUATTORDICESIMA

 

Donna Aspasia e detti.

 

ASP. Siete voi, che mi ha fatto chiamare? (a donna Giulia)

GIU. Io no.

ASP. Mi hanno detto ch'io era domandata. Se ho sbagliato, compatitemi, anderò via.

GIU. No, no, restate (Crede che non si capisca la sua grande accortezza). (ironicamente)

ASP. (Mi verrebbe volontà di precipitare).

GIU. Può essere che vi domandi don Alessandro.

ASP. Che vuol da me? Eccola la sua cara. (accennando donna Aurelia)

GIU. Donn'Aurelia è sposa di don Ridolfo, e partirà a momenti per Peterburgo. Signor notaro, voi siete chiamato per questo. Rogate i sponsali fra questi due, e poi faremo qualche altra cosa.

NOT. Sono a servirla. (va al tavolino, si accostano li due suddetti, e scrive)

ASP. (Dice davvero dunque).

GIU. Don Alessandro, fate il vostro dovere con donna Aspasia.

ASP. Eh! lo dispenso.

ALESS. Deh! se le grazie profusero in voi la bellezza...

ASP. Sguaiataggini.

ALESS. V'inspiri il cielo altrettanta pietà.

ASP. Freddure.

ALESS. Vi domando perdono.

ASP. Non vi abbado.

ALESS. Eccomi a vostri piedi. (s'inginocchia)

ASP. Andate al diavolo. (lo getta in terra)

GIU. Così lo trattate?

ASP. Merita peggio.

GIU. In casa mia?

ASP. Fossi in casa del principe.

GIU. Dunque non volete pacificarvi?

ASP. Non voglio.

GIU. Lo licenziate dunque?

ASP. Quante volte ve l'ho da dire?

GIU. Oh! bene; quand'è così, favorite: questi sono due fogli. In uno vi è la conferma della vostra parola con don Alessandro. Nell'altro vi è lo scioglimento. Sottoscrivete quel che vi pare. Se poi negherete di farlo, troverò io la maniera di concludere senza di voi.

ASP. E ho da risolvere in questo momento?

GIU. Sì, certo. Sono stanca d'impazzire per voi.

ASP. Date qui quei fogli. Vi farò vedere chi sono. (altiera)

GIU. Teneteli. (donn'Aspasia va al tavolino)

ALESS. Aspetto la mia sentenza. Donn'Aspasia vuol vendicarsi. (a donna Giulia)

GIU. Chi sa? Vi odia meno che non credete. (a don Alessandro)

ASP. Eccomi, donna Giulia. Non sono quella donna che voi credete. Supero ogni passione, vinco la mia ripugnanza, e a voi riconsegno il foglio di mia mano segnato. Sì, il foglio che a mio dispetto mi obbliga, e per sempre mi lega a quel di don Alessandro.

GIU. Viva l'eroica azione di donna Aspasia!

ALESS. Ah pietosissimo mio tesoro!

ASP. Ingrato!

GIU. Signor notaro, rogate quest'altro foglio.

 

 

 


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