Carlo Goldoni
La donna sola

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

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ATTO PRIMO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

Camera di donna Berenice

 

Donna Berenice sola, poi Filippino.

 

BER.

Son pur lieta e contenta. Mi par d'esser rinata,

Or che son dalla villa in Milan ritornata.

Dicono che in campagna si gode libertà?

V'è soggezione in villa molto più che in città.

Qui almen tratto chi voglio, rinchiusa nel mio tetto;

Deggio trattare in villa chi viene, a mio dispetto.

A conversar con donne mi viene il mal di core,

In villa non si vedono che donne a tutte l'ore.

Almen qui sono sola, se alcun viene a trovarmi,

Senza che vi sien donne che vengano a seccarmi.

FI.

Signora.

BER.

Cosa vuoi?

FI.

La di lei genitrice

Seco lei si consola del suo ritorno, e dice

Che sarà a riverirla alla sorella unita.

BER.

Oh, di' che non ci sono, che son di casa uscita.

FI.

V'è un altro servitore con un'altra imbasciata.

BER.

Chi lo manda?

FI.

Lo manda donn'Alba sua cognata.

Le parte, che sposo si è fatto il suo figliuolo.

BER.

Non me n'importa un fico. Di' che me ne consolo.

FI.

La prega intervenire alla funzione usata.

BER.

Digli che la ringrazio; che sono incomodata.

FI.

Se dico un'altra cosa, la prego, mi perdoni.

Son qui due cavalieri.

BER.

Vengano, son padroni.

FI.

(Ho capito. Alle donne difficilmente inclina,

E tratta con più gusto la razza mascolina). (da sé, indi parte)

 

 

 

 


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