Carlo Goldoni
La donna sola

ATTO PRIMO

SCENA QUARTA

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SCENA QUARTA

 

Don Filiberto e don Claudio.

 

FIL.

Che dite voi, don Claudio, del suo bizzarro umore?

CLA.

Circa alla distinzione, che vi predice il cuore?

FIL.

So che la distinzione di donna Berenice

Capace è un onest'uomo di rendere felice.

Ma in mezzo a tanti e tanti difficile è acquistarla,

Ed io non mi lusingo ancor di meritarla.

CLA.

Corriam la nostra lancia. Non siete voi capace

D'attendere l'evento, e tollerarlo in pace?

FIL.

Io sono un uom sincero. Quel che ho nel core, ho in bocca.

Tolleranza in amore parmi importuna e sciocca.

CLA.

Oh, come mai fra gli uomini il pensamento varia:

Tolleranza in amore a me par necessaria.

Fondo la mia ragione sovr'un principio certo:

Per esser bene amato, conviene acquistar merto;

E merto non acquista con donna d'amor degna,

Chi a qualche tolleranza l'affetto non impegna.

FIL.

Falso principio è questo. Un'alma tollerante

O mostra d'esser vile, o d'esser poco amante.

Chi ben ama, è impaziente. Ogni rival paventa.

Di un forse mal inteso il cor non si contenta.

Ogni amator fedele amor fa sospettoso.

CLA.

Fa ingiuria alla sua dama un amator geloso,

L'offende chi la carica di un simile strapazzo.

FIL.

E chi di lei si fida soverchiamente, è un pazzo

CLA.

Sfido l'intolleranza che voi nutrite in petto.

FIL.

A tollerar seguite. Io la disfida accetto.

CLA.

Non apprendeste ancora, quanto trionfi più

Sul cor di bella donna la lunga servitù.

FIL.

Anzi appresi al contrario, che quanto più servite

Sono da noi, si mirano andar più insuperbite.

CLA.

Ma la superbia istessa, quando adorar si vedono

Fa che al più fido amante tutto l'amor concedono.

FIL.

Oh che pensar ridicolo! anzi la donna è avvezza

Cercar di farsi amare da quel che la disprezza.

CLA.

Alle discrete donne di ciò voglio appellarmi.

FIL.

Trovate una discreta, e lascio giudicarmi.

CLA.

Qui l'onor delle donne m'arma a ragione il petto.

FIL.

Voi mi sfidate a prova; io la disfida accetto.

 

 

 


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