Carlo Goldoni
La donna sola

ATTO TERZO

SCENA SESTA

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SCENA SESTA

 

Don Isidoro colla spada in una mano ed il cappello nell'altra; e detti.

 

ISI.

Eccomi: son venuto correndo per la strada;

E intanto, per far presto, mi ho cavato la spada.

Prendi, ragazzo caro. Dov'è quest'altra gente?

Batteria di bottiglie? Staremo allegramente. (osservando la credenza)

FI.

Ora che ci son tutti, vo a avvisar la signora.

Si vuol levar la spada? (a don Claudio)

CLA.

No, non è tempo ancora.

FI.

Si accomodi. (Gli estremi ci sono in questo loco.

Altri modesto è troppo, altri civile è poco). (da sé e parte)

ISI.

Animo, don Agabito, vi voglio a me vicino.

A bevere vi sfido.

AGA.

Io non bevo mai vino.

ISI.

Bevete, se volete esser robusto e forte.

So anch'io che avete in viso il color della morte.

Che dite voi, don Claudio? È ver che il vino è buono?

Fa rallegrar gli spiriti? È ver da quel ch'io sono. (ridendo)

CLA.

Tutte le cose, prese colla moderazione,

Fanno del bene agli uomini, tutte son cose buone.

ISI.

Certo che non intendo volermi ubbriacare.

Ma un bicchierin di più, che mal ci potrà fare?

Ogni cibo col vino divien più saporito.

AGA.

E s'io bevessi vino, perderei l'appetito.

ISI.

Bevendo sol dell'acqua, come mangiar potete?

AGA.

Come mangiar io posso? aspettate, e il vedrete.

 

 

 


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