Carlo Goldoni
Le donne di buon umore

ATTO SECONDO

SCENA QUARTA   Luca e detti

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SCENA QUARTA

 

Luca e detti.

 

LUCA (Di dentro) Mariuccia.

BATT. (Alzandosi con timore) Oh, il signor Luca.

LEON. (Alzandosi) Andiamo via.

MAR. Eh fermatevi; non abbiate paura.

LUCA Mariuccia. (come sopra)

LEON. Rispondetegli almeno.

MAR. È sordo; non ci sente.

BATT. Potete andare, che mangeremo senza di voi. (a Mariuccia)

MAR. Eccolo; non siamo a tempo.

LUCA Dove diavolo sarà costei? (escendo, vede li due che si cavano il cappello) Veh, veh! Schiavo di lor signori. Ehi, chi sono costoro? (a Mariuccia)

MAR. Non li conoscete? (non molto forte)

LUCA Che? (non intendendo)

MAR. Non li conoscete? (più forte)

LUCA Non li conosco. (ponendosi gli occhiali)

LEON. Leonardo vostro servitore. (accostandosi a lui da una parte)

LUCA Che? (a Leonardo, non intendendolo)

BATT. Il vostro servitor Battistino. (accostandosi a lui dall'altra parte)

LUCA Come? (a Battistino, non intendendolo)

LEON. Vi prego scusarmi.

LUCA Che dite?

LEON. Vi domando scusa. (forte assai)

LUCA Cosa è questo strillar così forte? Sono qualche sordo? Mariuccia. (chiamandola)

MAR. Signore.

LUCA Non rispondi? Mariuccia.

MAR. Signore. (più forte assai)

LUCA Chi li ha fatti venire?

MAR. La signora Silvestra.

LUCA Chi?

MAR. La vecchia. (forte)

LUCA Come?

MAR. La vecchia. (più forte) Che ti venga la rabbia, mi vuol far sfiatare.

LUCA Siete amici di mia sorella?

LEON. Scusatemi, signore; sono venuto qui per cercar mia moglie, e per riverire le signore di casa. Sono tutte fuori, e frattanto che si aspettano, sono qui favorito.

LUCA Questa notte mi è calata in questa orecchia una flussione; da questa parte ci sento poco, favorite venir da quest'altra. (restando voltato verso Leonardo)

LEON. Già che siete da quella parte, fate voi, Battistino, le nostre scuse.

BATT. Signore... vi dirò... Ci siamo presa la libertà... Perch'essendo venuti per ritrovare quelle persone che non abbiamo trovate...

LUCA Siete voi che parla? (a Leonardo)

LEON. Non signore, è quell'altro. (accennando Battistino)

LUCA Oh! l'avevo a tergo, e non me n'ero accorto.

MAR. (Sono cose da crepar di ridere). (a Leonardo)

LEON. Permette, signore? (accennando di voler tornare al tavolino)

LUCA Vuole andar via? S'accomodi. (a Leonardo)

BATT. Lo stufato si raffredda. (a Luca)

LUCA Parta pure con libertà. (a Battistino)

LEON. Ci goderemo quelle quattro . (a Luca)

LUCA Se posso servirlo, mi comandi. (a Leonardo)

BATT. Vado a finir di mangiare. (a Luca)

LUCA Mi faccia servitore a casa. (a Battistino)

(Leonardo e Battistino tornano a sedere al tavolino, e a mangiare)

LUCA Mariuccia.

MAR. Signore.

LUCA Ora che sono andati via, vorrei che tu mi dicessi, chi erano quei due. (si volta, e li vede a tavola che mangiano) Oh bella davvero! Buon pro faccia a lor signori. Si divertino bene. (È un odor che consola). (da sé) Giacché la roba mia se ne va così, se mangiano gli altri, voglio almeno mangiare anch'io. Un tondo e una posata ancora per me. (a Mariuccia)

MAR. Subito, volentieri. (Ha ragione, per dirla; di quello che in questa casa si scialacqua, la minor parte è la sua). (parte)

 

 

 


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