Carlo Goldoni
Le donne di buon umore

ATTO SECONDO

SCENA SETTIMA   Costanza, Felicita, Luca e Battistino

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SCENA SETTIMA

 

Costanza, Felicita, Luca e Battistino

 

FELIC. Mi avete fatto ridere veramente.

COST. Così si fa. Che serve cogli uomini gridare e taroccare? Con la buona grazia si fa più, e si arrischia meno.

BATT. (Pasquina non è tornata con loro). (da sé) Signore mie, mi saprebbero dire di Pasquina?

FELIC. (Ecco quest'altro sciocco). (a Costanza)

COST. (Divertiamoci). (a Felicita) Come! non sapete niente di Pasquina?

BATT. Io non so niente.

COST. Non sapete che cos'ha fatto?

BATT. Povero me! Che cosa ha ella fatto?

COST. Ditegli voi quel ch'è succeduto. (a Felicita)

FELIC. Io? (Che cosa volete che dica?) (piano a Costanza)

COST. (Inventiamo qualche cosa per farlo disperare). (piano a Felicita)

LUCA Ora che ho mangiato, mi viene un poco di sonno. (si appoggia al tavolino, e si addormenta)

BATT. Signore mie, per carità, non mi tenete in pena.

COST. Povero Battistino!

BATT. Ma via, cos'è stato?

COST. Pasquina è fatta la sposa.

BATT. Con chi?

COST. Col capitano Faloppa.

BATT. E chi è costui?

COST. Felicita lo conosce; domandatelo a lei.

FELIC. Sì, è quello ch'è venuto dall'Indie con un carico di pappagalli.

BATT. Sapete dove stia di casa?

FELIC. In Venezia.

BATT. Ma dove?

FELIC. giù ai confini del canal regio, sul margine della laguna.

BATT. Così lontano?

COST. Così lontano.

BATT. Cospetto! Dove sarà Pasquina?

COST. Eh, sarà collo sposo.

BATT. Vado subito...

FELIC. Dove andate?

BATT. Voglio che me la paghi.

COST. E chi?

BATT. Il capitano Faloppa.

FELIC. Fermatevi. (lo trattengono in due, ed egli fa sforzi per andare)

BATT. No certo.

COST. È troppo lontano.

BATT. Non importa.

COST. Sentite.

FELIC. Tenetelo.

BATT. Non mi terrebbero le catene. (fugge di mano alle due donne, e nell'andarsene impetuosamente, urta nel tavolino, lo rovescia, ed il signor Luca cade per terra. Battistino parte)

LUCA Cos'è stato? (per terra)

COST. Signor padre. (aiutandolo)

LUCA Ahi! (alzandosi)

COST. Si è fatto male?

LUCA Che?

COST. Gli duole in nessuna parte?

LUCA Mi ero un poco addormentato, e non so come sia caduto. Lo sapete voi come sia caduto?

COST. Non so niente.

LUCA Che dite?

FELIC. Sarà stato il gatto. (forte assai)

LUCA Il gatto? Che ti venga la peste. Che non vada a mangiar lo stufato. Chi è questa? (a Costanza)

FELIC. Non mi conoscete?

LUCA Che?

COST. È la signora Felicita.

LUCA Sia maledetto quel gatto. Era tanto che non mi tormentava la sciatica: pare ora che mi si sia risvegliata. Cosa dice? (a Costanza)

COST. Non dico niente. (sorridendo)

LUCA Cosa c'è? (a Felicita)

FELIC. Non parlo.

LUCA Ridete eh, frasconcelle? Si burlano i poveri vecchi. Mi duole, e ancora mi burlano. Eh, se vivesse tua madre, mi anderebbe subito a fare un bagno. Pazienza. Insolente, non star a corbellare tuo padre. (adirato, a Costanza che sorride) Cosa dite? (a Felicita, che non parla)

FELIC. Ma se non parlo.

LUCA Guardate che bella grazia! Ancora voi verrete vecchie, se non creperete presto. Gli uomini, ancorché vecchi, si stimano qualche cosa: ma voi altre donne, quando siete vecchie, siete solo buone da far teriaca. (parte zoppicando)

 

 

 


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