Carlo Goldoni
Le donne vendicate

ATTO PRIMO

SCENA NONA   Eleonora con un Servo, poi Roccaforte

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SCENA NONA

 

Eleonora con un Servo, poi Roccaforte

 

 

ELEON.

Sì, sì, vuò che si sappia

Da tutta la città le ingiurie e l'onte

Che a noi fece Volpino;

E se amico destino

Fa ch'io ritrovi un uomo di valore,

Voglio far a Volpin cavar il cuore.

ROCC.

Bellissima Eleonora,

Che avete, che mi sembra

Di vedervi alterata?

ELEON.

Son offesa, son punta e son sdegnata.

ROCC.

Eccovi al vostro fianco,

Eccovi Roccaforte:

Porterò da per tutto e stragi e morte.

ELEON.

Dite, avete coraggio?

ROCC.

Oh cospettone!

A me questo chiedete?

Cospetton! Non sapete

Il valor del mio braccio?

Tutti tremar io faccio.

Sol ch'io metta la mano a questa spada,

Faccio che l'inimico a terra cada.

ELEON.

Quand'è così...

ROCC.

Tiburzio,

Dimmi: tu mi conosci, non è vero?

Ti ricordi quel giorno

In cui a più di sei tagliai la faccia,

Ed a trenta o quaranta e gambe e braccia?

ELEON.

Bravo, bravo davvero!

Dunque da voi io spero

Che la vendetta sospirata avrò.

ROCC.

Tutti quei che volete ammazzerò.

ELEON.

Chi m'offese è Volpino.

ROCC.

Eh, con colui

Non mi prendo gran cura;

Io lo faccio morir sol da paura.

Tiburzio, ah, chi son io?

Domandate a Tiburzio il valor mio.

ELEON.

(Queste tue gran bravate

Credo che siano tutte baggianate).

ROCC.

Volpino in che v'offese?

ELEON.

Ei di sdegno mi accese,

Perché quest'animale

Delle povere donne ha detto male.

ROCC.

È ver, di quell'indegno

Sono nemico anch'io:

Di difender le donne il vanto è mio.

ELEON.

Dunque confido in voi.

ROCC.

Sì, mio tesoro,

Vendicata sarete;

Ma qual mercede poi voi mi darete?

ELEON.

Quella cara mercede

Ch'hanno i fedeli ed onorati amanti;

Poiché, se vi son tanti

Che accusano le donne d'incostanza,

La loro infedeltà la nostra avanza.

Credon che a lor convenga

Vivere a modo loro, e voglion poi

Che siam costanti noi; - e se la donna

Dell'esempio dell'uomo si prevale,

A tutto lor poter ne dicon male.

ROCC.

Indiscreti, malnati,

Io li castigherò;

Delle donne l'onor vendicherò.

 

Andiamo, non temete,

Io vi vendicherò.

ELEON.

Coraggio poi avrete?

ROCC.

Tiburzio, dillo tu:

Un uomo più terribile

Di me giammai non fu.

ELEON.

Oimè, mi spaventate.

ROCC.

Ma colle innamorate

Pacifico sarò.

ELEON.

Se voi mi vendicate,

Non vi disprezzerò.

ROCC.

Io sono formidabile;

Chiedete, comandate.

ELEON.

Oimè, mi spaventate.

ROCC.

Ma son ancora amabile;

Chiedete, domandate.

ELEON.

Ben, ben, mi proverò.

a due

Andremo, vedremo;

Diremo sì o no. (partono)

 

 

 


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