Carlo Goldoni
Le donne vendicate

ATTO SECONDO

SCENA QUARTA   Doralice, poi Casimiro

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SCENA QUARTA

 

Doralice, poi Casimiro

 

DORAL.

Io son di sdegno accesa,

È ver, contro Volpino,

Ma non odio però gli uomini tutti.

Vendicarmi vorrei solo di quello,

E per me ritrovarne uno più bello.

 

CAS.

Caro Amor, tu che lo sai

Quanto è fido questo core,

Deh risveglia, o caro Amore,

Qualche fiamma anche per me.

 

DORAL.

(Questo è quel Casimiro

Che di lontano a circondar mi viene,

E so che delle donne dice bene).

CAS.

(È questa Doralice,

Che rendermi potria lieto e felice).

DORAL.

(Par che s'accosti a me).

CAS.

Gentil donzella,

Saggia, vezzosa e bella...

DORAL.

Favellate con me?

CAS.

Con voi ragiono.

DORAL.

Io né saggia, signor, né bella sono.

CAS.

Tanto più saggia siete

Quanto men lo credete;

E tanto più s'apprezza

Quanto meno ostentate la bellezza.

DORAL.

E se tale foss'io, qual per bontade

Figurate che io sia,

Che pro se a' giorni nostri

Gli uomini sono avvezzi

A trattare le donne coi disprezzi?

CAS.

Signora, io mi professo

Adorator del sesso.

DORAL.

E che sperate

Se tacendo adorate?

CAS.

Ah Doralice,

Se voi lo concedete, io parlerò.

DORAL.

Se parlerete voi, risponderò.

 

Ma tacete: io già v'intendo.

Da quei lumi ben comprendo

Quel che cela il vostro cor.

Voi d'amor parlar volete...

Deh tacete, per pietà.

Ah! che troppo ho detto anch'io

Coll'incauto labbro mio,

E m'accendo di rossor.

Ah! l'ardor ch'è acceso in petto,

Più ristretto - star non sa. (parte)

 

 

 


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