Carlo Goldoni
La donna vendicativa

ATTO SECONDO

SCENA DODICESIMA

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SCENA DODICESIMA

 

Corallina ed i suddetti.

 

COR. Alto, alto, signori miei. Bravo, signor padrone, mantenete bene le promesse, i giuramenti.

OTT. Corallina mia, son quasi crepato.

COR. Datemi quella spada.

OTT. No.

COR. Ehi! ricordatevi che ho la pistola.

OTT. Mettetela fuori contro di lui, e non contro di me.

LEL. Che pistola? Mi userete qualche superchieria? Non sarebbe maraviglia, che la tentasse un villano come voi siete.

OTT. Villano a me? (arrabbiato)

COR. Il giuramento. (Ottavio freme) Via, signor Lelio, calmate le vostre collere. La signora Rosaura sarà vostra sposa. Son donna; ma potete di me fidarvi.

LEL. Sì, mi fiderò più di voi, che di quel cabalone.

OTT. Temerario! (arrabbiato)

COR. Il giuramento, dico.

OTT. Uh! (getta la spada, e va via correndo)

LEL. È pazzo!

COR. Venite con me, se vi preme la signora Rosaura.

LEL. Ma come è andata la cosa del signor Florindo?

COR. Venite, e tutto vi narrerò.

LEL. Sì, andiamo.

COR. Insieme non va bene. Precedetemi, che ora vi seguo.

LEL. Sì, come volete. Purché Rosaura sia mia, arrischierò anche la vita. (parte)

 

 

 


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