Carlo Goldoni
Le donne curiose

ATTO SECONDO

SCENA QUINTA

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SCENA QUINTA

 

Corallina che porta il caffè, e detti; poi un servitore

 

COR. Ecco il caffè.

OTT. Via, beviamolo in pace, se si può.

COR. (Avete fatto niente?) (piano a Beatrice)

BEAT. (No, non mi basta l'animo di fargli cavar il vestito. (piano a Corallina)

OTT. Sediamo. Il caffè si beve sedendo. Chi è di ?

SERV. Comandi.

OTT. Dammi da sedere.

COR. (Col caffè si accosta ad Ottavio, dopo averlo dato al altri)

SERV. (Porta le sedie, e nel metterne una presso ad Ottavio, Corallina finge le abbia dato nel braccio, e versa il caffè sul vestito di Ottavio)

COR. Uh! meschina me! Perdoni. Mi ha urtato il braccio, non l'ho fatto a posta.

OTT. Pazienza! Non è niente.

COR. Subito. Vi vuole dell'acqua fresca.

OTT. Sì, fate voi.

COR. Presto, presto, dia qui. (gli leva il vestito) (Il colpo è fatto). (parte col vestito)

OTT. Datemi qualche cosa, che non mi raffreddi.

BEAT. Portategli il vestito. (al Servitore, il quale va per esso)

OTT. Via sì, sarete contenta.

BEAT. (Ha fatto Corallina quello che non ho saputo far io). (da sé)

OTT. Mi dispiace aver perduto il caffè. Che me ne facciano un altro.

BEAT. Vedete che vuol dire non fare a modo delle donne?

OTT. Se faceva a vostro modo, era peggio: mi macchiavo l'altro vestito, che è di colore.

BEAT. Se facevate a modo mio, questo non succedeva.

OTT. Sentite, Florindo? Le nostre donne son profetesse. Felici noi, che possediamo un tanto tesoro!

 

 

 


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