Carlo Goldoni
Le donne curiose

ATTO SECONDO

SCENA SESTA

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SCENA SESTA

 

 

Il servitore, poi Corallina e detti.

 

SERV. (Coll'altro vestito; lo mette ad Ottavio)

OTT. Signora Beatrice, siete contenta?

BEAT. Non ancora. (Ho paura che domandi le chiavi). (da sé)

COR. Ecco, signore, il fazzoletto, la tabacchiera e le chiavi. (ad Ottavio)

OTT. Bravissima! (ripone il tutto in tasca)

BEAT. (Anche le chiavi?) (a Corallina, piano)

COR. (Non son quelle, le ho cambiate). (piano a Beatrice)

BEAT. (Il gran diavolo che è costei!) (da sé)

OTT. Cara Corallina, io non ho bevuto il caffè. Ve ne sarebbe un altro?

COR. In verità, signor padrone, di abbruciato non ve n'è.

OTT. Pazienza! Lo anderò a bevere fuori di casa.

BEAT. Lo andrete a bevere al vostro caro ridotto.

OTT. Florindo, volete venire con me?

FLOR. Farò quello che comandate. (osserva Rosaura)

ROS. Mi guardate? Andate pure; io non vi trattengo.

OTT. Amico, è meglio che andiamo. Lasciate che il temporale si sfoghi. Domani sarà buon tempo.

ROS. Né domani, né mai.

OTT. Mai buon tempo? Mai? Sempre nuvolo? Sempre tempesta? Ragazza mia, e che sì, che s'io suono una certa campana, faccio subito venir bel tempo?

ROS. Come, signore?

OTT. Sentite. Vi caccerò in un ritiro. Ah! che dite?

ROS. Io in ritiro?

BEAT. Mia figlia in ritiro?

OTT. Andiamo, andiamo. Campana all'armi. Fuoco in camino. (parte)

 

 

 


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