Carlo Goldoni
L'amante di sé medesimo

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

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ATTO PRIMO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

Camera in casa di don Mauro

 

Il Conte dell'isola ed il signor Alberto.

 

CON.

Un'ora star con voi solo, amico, mi preme.

Berrem, se non vi spiace, la cioccolata insieme.

ALB.

Sior sì, la cioccolata, per bona che la sia,

Par che la riessa meggio bevuda in compagnia.

Che vuol dir, a proposito, sior Conte mio patron?

No la la beve al solito ancuo in conversazion?

CON.

Mi sento stamattina lo stomaco indigesto.

Gli altri la bevon tardi; noi la berrem più presto.

ALB.

Giersera qualcossetta m'ha parso de sentir.

Xelo un de quei che stenta le cosse a digerir?

CON.

So che volete dirmi. Ier sera veramente

Mi ha fatto donna Bianca scaldar terribilmente:

La bile mi è passata per altro in sul momento;

Non altero per donne il mio temperamento.

Amo con tenerezza, e con calor m'impegno,

Stimo le donne tutte, ma fino a un certo segno.

Vo' che l'amor mi comodi, non che dolor mi dia;

Per femmina, vel giuro, non piansi in vita mia.

Mi piace, mi diletta la grazia e la beltà,

Ma stimo più di tutto la mia felicità.

ALB.

Senza doggia de cuor sarave un bell'amar,

Ma co l'è de quel bon, cussì no se pol far.

CON.

Di quel buono chiamate l'amor che vi tien privo

Di pace, di conforto? Pare a me del cattivo.

Non mancano pur troppo al mondo i nostri guai;

Accrescerli per gioco, affé, non imparai.

ALB.

Donca per riparar da ste desgrazie el cuor,

Bisogna star in guardia lontani dall'amor.

CON.

Ma dall'amar lontani star sempre è cosa dura.

Amore è la più bella passion della natura.

ALB.

Ma come s'ha da far, caro sior Conte mio?

CON.

S'ha da amar, caro amico, ma far come fo io.

Amare onestamente, finché si va d'accordo;

Quando si cambia 'l vento, far presto a voltar bordo.

Io, quando ho un'amicizia, la venero, la stimo;

Procuro di non essere a disgustarla il primo.

Ma un menomo motivo che diami di disgusto,

Col darle il suo congedo prestissimo m'aggiusto.

ALB.

Gnente per la morosa? Gnente soffrir?

CON.

Oibò.

ALB.

Gh'avè un bel cuor,

CON.

Né mai mi cambierò.

ALB.

Ma se per cussì poco, sior Conte, ve muè,

Disè, come sarala, se ve mariderè?

CON.

Finora ho sempre amato per genio e bizzarria;

L'amor del matrimonio non so che cosa sia.

Penso che in ogni caso, scemandosi l'affetto,

Restar può per la moglie la stima ed il rispetto.

ALB.

Co sti princìpi in testa, sior Conte mio paron,

Xe meggio che stè solo, che parerè più bon.

CON.

Basta: mutiam discorso; il caso è ancor distante.

Spiacemi, amico caro, che or son senza un'amante.

E non ci posso stare; mi viene il mal di core,

Se sto mezza giornata senza far all'amore.

ALB.

Cossa xe stà giersera con donna Bianca?

CON.

Appunto

Di quel che volea dirvi siete arrivato al punto.

Donna Bianca è una giovane propria, civile, onesta;

Ma parmi fastidiosa e debole di testa.

Scherzai colla Marchesa un po' più dell'usato

Ella in tutta la sera non mi ha nemmen guardato.

Le dico qualche cosa, le parlo civilmente,

Giustificarmi io voglio, mi fa l'indifferente.

Siedo appresso di lei; s'alza, mi lascia solo:

La seguito, mi fugge, mostra negli occhi il duolo.

Mi sforzo contro il solito di sospirar; la credo

Tocca dai miei sospiri, e ridere la vedo.

Allor sdegno mi prende; ragion chiamo in aiuto;

Se vo per questa strada, dico a me, son perduto;

Risolvo sul momento lasciarla in abbandono.

Ho dormito benissimo, e libero già sono.

ALB.

Troppo rigor, sior Conte. Se sa pur che xe fia

Del più sincero amor l'amara gelosia.

CON.

Se della gelosia padre indiscreto è amore,

In grazia della figlia ho in odio il genitore:

Se vuol ch'io lo ricovri ancor entro al mio petto,

Sia padre della gioia, sia padre del diletto;

Ma unito alla spiacente sua incomoda famiglia,

Lo mando dal mio seno lontano mille miglia.

ALB.

Voleu che ve la diga? Vedo, cognosso adesso,

Che vu, caro sior Conte, amante de vu stesso.

Ve parlo da fradelo.

CON.

Io da fratel rispondo:

Evvi dell'amor proprio più bell'amor al mondo?

ALB.

Donca tutto l'amor provien dall'interesse.

CON.

Vi è dubbio? Senza speme chi è quel che amor volesse?

ALB.

Ghe ne conosso tanti innamorai, gramazzi,

Senza mai sperar gnente.

CON.

Questo è l'amor dei pazzi.

ALB.

E l'amor d'amicizia saralo interessà?

CON.

Senza qualche interesse questo amor non si .

ALB.

Me par che andemo avanti. Quando la xe cussì,

Col ben che me volè, cossa spereu da mi?

CON.

Oh, spero molto, amico.

ALB.

Dasseno?

CON.

In un periglio

Vale la vita istessa d'un amico il consiglio.

E appunto stamattina desio di consigliarmi

Sopra un certo proposito: con voi vo' confidarmi.

ALB.

Son qua pronto a servirve in quel che mai podesse,

Ma da bon Venezian, de cuor, senza interesse.

CON.

Lo so che i Veneziani son gente di buon core;

Ma so che non son stolidi in materia d'amore.

ALB.

Certo che no i xe gnocchi, co i tratta una morosa.

Ma da un amigo...

CON.

Sempre si spera qualche cosa.

Bramo un consiglio solo, ed eccovi il perché

La cioccolata a bevere vi supplicai con me.

ALB.

Xe un'ora che parlemo, e no la vien avanti?

CON.

Intanto che si aspetta, ragioneremo innanti.

Sappiate, amico caro, come già vi accennai,

Che colle passioncelle mi divertisco assai.

Mi piace, mi diverte questa villeggiatura,

Ma senza un amoretto per me è una seccatura.

Sono però dubbioso fra tre diversi oggetti,

A qual debba di loro rivolgere gli affetti:

Vi è la marchesa Ippolita, ma parmi un poco altera;

Vi è donna Bianca, e seco mi disgustai iersera;

Vi è madama Graziosa, moglie del commissario.

ALB.

Pian, tra questa e quell'altre ghe passa un bel divario.

Le prime xe do dame, questa xe una pedina,

Che in grazia della carica vol far la signorina.

CON.

Codeste differenze non sono essenziali:

Le donne, se son belle, per me son tutte eguali.

Non voglio maritarmi, le tratto onestamente,

Ed oltre l'amicizia, da lor non vo' niente.

Se trovo dello spirito, dell'attenzion per me,

Sono, sia chi si voglia, contento come un re.

Ora ch'io son per scegliere, qual mi consigliereste,

Se foste nel mio caso, a scegliere di queste?

ALB.

Mi ve conseggierave a preferir la dama.

CON.

Ma quale delle due?

ALB.

Quella che più ve ama.

CON.

Bravissimo. M'avete parlato in eccellenza:

Ad una delle due darò la preferenza.

A madama Graziosa fei fare un'imbasciata;

Ma so che non mi vuole: e con altri è impegnata.

Ed io, se trovo ostacoli, prestissimo mi stancano;

Di già delle occasioni al mondo non ne mancano.

Ecco la cioccolata.

 

 

 


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