Carlo Goldoni
Le donne gelose

ATTO SECONDO

SCENA VENTITREESIMA

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SCENA VENTITREESIMA

 

Siora Lugrezia in mascara, con Arlecchino in bautta, e detti.

 

LUG. Avanti che vegna più zente, sentemose qua. (siede ad un altro tavolino)

ARL. Quel che la comanda, siora Lugrezia.

LUG. Zitto, sieu maledetto! No me nominè per nome.

ARL. Mo cossa ghoio da dir?

LUG. Siora mascara se dise.

ARL. La compatissa, imparerò. (siede)

ORS. (Ala sentìo? La xe siora Lugrezia quella mascara). (a Fabia, e lei senza parlare ride)

ARL. Comandela gnente, siora mascara Lugrezia?

LUG. Andeve a far squartar, sior aseno. (Orsetta e Fabia ridono)

ARL. Mo perché?

LUG. V’ho dito che no me stè a nominar, che se dise mascara, e no se dise altro.

ARL. Ma! se digo mascara, le xe tutte mascare; bisogna pur distinguer mascara Arlecchin da mascara Lugrezia.

LUG. El diavolo che ve porta. (gli una spinta, e lo fa cadere)

ARL. Aiuto. (Una mascara che giuoca, chiama:) Carte144.

 

 

 





p. -
144 Colui che serve, ch’apparecchia e somministra le carte a chi vuol giuocare.



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