Carlo Goldoni
I due gemelli veneziani

ATTO SECONDO

SCENA VENTESIMA

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SCENA VENTESIMA

 

Florindo e Lelio

 

FLOR. Non son Florindo, se non mi vendico.

LEL. Non son chi sono, se non fo strage di quel temerario.

FLOR. Amico, siamo entrambi scherniti.

LEL. Uniamoci nella vendetta.

FLOR. Andiamo a meditarla.

LEL. La vivacità del mio spirito partorirà qualche magnanima idea.

FLOR. Andiamo ad attaccarlo colla spada alla mano.

LEL. No, scarichiamogli una pistola nel dorso.

FLOR. Questo saria tradimento.

LEL. Vincasi per virtute o per inganno, Il vincer sempre fu lodevol cosa. (parte)

FLOR. Bell’eroismo del signor Lelio! Orsù, meglio è ch’io tenti solo le mie vendette. O sarà mia Beatrice, o passerà Tonino per la punta di questa spada. (parte)



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