Carlo Goldoni
I due gemelli veneziani

ATTO TERZO

SCENA QUINDICESIMA

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SCENA QUINDICESIMA

 

Rosaura, poi Tonino

 

ROS. (Alla finestra) Eccomi, eccomi con quella scrittura... Ma se n’è andato l’indegno. Mal mi lusingai, che qui mi attendesse. Il rossore, la confusione, l’hanno fatto partire. Ma lo farò ritrovare, vedrà s’io so vendicarmi. (arriva Tonino) Ma eccolo che ritorna. Sfacciato, hai tanto ardire di comparirmi sugli occhi? Va, che di te più non curo. Ecco la tua scrittura, eccola ridotta in pezzi. Eccola sparsa al vento; così potessi veder lacerato quel cuore indegno. (straccia una scrittura, la getta in istrada, e si ritira dalla finestra)

 

 

 


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