Carlo Goldoni
Il genio buono e il genio cattivo

ATTO SECONDO

SCENA DODICESIMA   Corallina sola.

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SCENA DODICESIMA

 

Corallina sola.

 

COR. Povera me! Son rimasta stordita, avvilita, mortificata. Senza saperlo, faceva dunque un'opera mal onesta, e il povero mio marito non ne sa più di me. Allevati in una campagna, cosa sappiamo noi de' costumi delle città? Come possiamo noi distinguere le finezze e gl'inganni? Se questa buona signora non mi faceva aprir gli occhi, io mi lasciava attrappar nella rete. Ah il Genio Buono me l'ha avvertito, ed il Genio Cattivo mi ha strascinato. Quanto meglio faremmo a ritornarcene alla nostra capanna! Sì, sì, vuò ritrovar mio marito, e voglio persuaderlo che ce n'andiamo a rigodere la nostra pace; ma prima di farlo, giacché siamo in giro e che abbiamo il modo, potremmo vedere ancora un poco di mondo. Ho sentito dire che l'Inghilterra è un paese buono, dove gli uomini sono schietti e sinceri. Colà spero non ci tenderanno di tali insidie. Sì, sì, andiamo a veder Londra, e poi ritorneremo al nostro paese... Ma non sarebbe meglio ritornar subito a casa nostra?... L'animo mi dice di sì. Ma sento una voce che mi dice di no. È curiosissima la cosa. Di qua sento dirmi di sì, di sento dirmi di no. Animo, animo; ci vuol coraggio. Abbiamo il danaro, abbiamo gli anelli. A ritirarci vi è tempo, e divertiamoci ancora un poco. (parte)

 

 

 


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