Carlo Goldoni
L'erede fortunata

ATTO PRIMO

SCENA TERZA

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SCENA TERZA

 

Ottavio solo.

 

OTT. Povero padre! Tu ami un tuo nemico, tu stringi al seno un rivale. Ma che? Sarò scellerato a tal segno di amar Rosaura più del mio genitore? Ah no, si scacci dal seno un amore che se pria fu innocente, ora può divenire colpevole. Il destino mi priva dell’idolo mio, non posso oppormi al voler del cielo. Oh Dio! Avrò cuore di abbandonare il mio bene? Mah! Avrei cuore di privar lei della paterna eredità, e mio padre di una sì ricca dote? No, no, sarei troppo vile, se il permettessi. Se non sarà mia sposa, sarà mia madre. Ah, miserabil cambio di condizione! Come potrei imprimere baci rispettosi su quella mano, che sospirai baciar come amante? Quale agitazione mi turba? Qual dolore mi opprime? Qual confusione mi sorprende?

 

 

 


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