Carlo Goldoni
L'erede fortunata

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

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ATTO SECONDO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

Camera di Rosaura.

 

Rosaura sola.

 

ROS. Va crescendo il mio affanno, e m’avvicino alla morte. Ma che! dovrò morire senza almeno parlare? Perché non svelo a Pancrazio il mio cuore? Perché non gli confido l’amor mio per Ottavio suo figlio? Può darsi ch’ei, come uomo vecchio e saggio, trovi rimedio al mio male, e gli riesca di salvar me, suo figlio e l’interesse comune. Ma Ottavio mi ha imposto di non parlare. Pancrazio, sapendo i nostri amori, concepirà dell’odio per tutti due; e trovando in suo figlio un rivale, lo priverà della sua grazia, e forse forse della sua eredità. No, no, si taccia; e non si aggiunga a tanti altri miei mali il rossore d’aver pregiudicato al mio bene.

 

 

 


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