Carlo Goldoni
Il feudatario

L'AUTORE A CHI LEGGE

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L'AUTORE A CHI LEGGE

Sarebbe un far torto agli abitatori della campagna il non crederli degni di comparir sulla scena, come se non avessero anch'essi il loro ridicolo particolare. Formano anch'essi una parte della Società umana, ed è quella tal parte, alla quale abbiamo grandissima obbligazione, e che è forse la più necessaria, e la meno fastidiosa di tante altre.

Non sono assolutamente da disprezzarsi, né in ordine alla natura, né in ordine alla società, poiché malgrado all'educazione, alla quale la Provvidenza li ha destinati, hanno anch'essi la loro filosofia, e sono suscettibili di tutte quelle passioni orgogliose, delle quali vorrebbono i Cittadini avere il jus privativo.

Ho creduto render loro giustizia, traendo da essi l'argomento di una Commedia; e trattenere coi loro caratteri l'attenzione delle persone di spirito, e le dilicate signore di condizione.

Spero che queste buone genti di villa mi sapran buon grado di averle associate nel mio Teatro, e spero altresì che il ridicolo de' ranghi superiori soffrirà in pace di starsi accanto al ridicolo di questo rango inferiore.

 

 

 


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