Carlo Goldoni
Il feudatario

ATTO PRIMO

SCENA NONA

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SCENA NONA

 

Nardo, Cecco, Mengone, Pasqualotto, Marcone, tutti vestiti con caricatura, si avanzano ad uno ad uno, fanno tre riverenze al Marchese, il quale li guarda attentamente e ride senza muoversi.

 

CEC. (Avete veduto come ride?) (a Mengone)

MENG. (Segno che ci vuol bene).

CEC. (Non vorrei che ci burlasse).

MENG. (Oh! pare a voi che siamo figure da burlare?)

NAR. Zitto. (tutti fanno silenzio, e Florindo ride) Eccellentissimo signor Marchesino, vero ritratto della bella grazia e della dabbenaggine. La nostra antica e nobile Comunità, benché sia di Montefosco, viene illuminata dai raggi della vostra eloquenza. (sputa, si pavoneggia, e gli altri fanno segni d'ammirazione. Florindo ride) Ecco qui l'onorato corpo della nostra antica e nobile Comunità. Io sono di essa il membro principale, e questi due i miei laterali compagni, e gli altri due, che non hanno che fare con noi, ma sono attaccati a noi, vengono, Eccellentissimo signor Marchese, a prostergarsi a voi. (sputa)

FLOR. Gradisco...

NAR. Eccellenza, non ho finito. (con riverenza)

FLOR. Via finite. (gli altri bisbigliano)

NAR. Zitto. (tutti fanno silenzio) Ecco le pecorelle della vostra giurisdizione, le quali vi pregano di farle tosare con carità.

FLOR. (Si alza) Non posso più.

NAR. Voi, qual Giove benefico, ci gioverete; e il sole della vostra bontà rischiarerà le tenebre di Montefosco. (Florindo passeggia, e Nardo gli va dietro parlando, e tutti per ordine lo vanno seguitando) Eccoci ad offerire ed obliare a vostra Eccellenza, signor marchesino Florindo, la nostra servitù, sicuri che la spaziosità dell'animo vostro magnifico... (guardando in faccia i compagni che applaudiscono, e Florindo sempre passeggia) accetterà con ampullosità di riconoscenza... (Florindo s'accosta alla porta con impazienza) le pecore della nostra antica e nobile Comunità...

FLOR. Avete finito?

NAR. Eccellenza no; e prescrivendo...

FLOR. (La finirò io). (da sé, approssimandosi alla porta)

NAR. La serie de' suoi comandamenti...

FLOR. Schiavo di lor signori. (entra, e cala la portiera)

NAR. Troverà in noi quella obbedienza...

CEC. Entrate. (a Nardo)

NAR. Non importa. La quale confonderà i sudditi delle meno antiche e nobili Comunità. Ho detto.

CEC. Il fine non l'ha sentito.

NAR. Non importa.

MENG. Perché partire, avanti che abbiate finito?

NAR. Politica. Per non impegnarsi a rispondere.

CEC. Oh! io vado a spogliarmi, e vado alla caccia.

NAR. Ah, mi son portato bene?

CEC. Benissimo.

MENG. Bravo.

 

 

 


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