Carlo Goldoni
Il feudatario

ATTO SECONDO

SCENA QUINTA

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SCENA QUINTA

 

La Marchesa Beatrice, Giannina, Ghitta, Olivetta; poi un servitore

 

GHI. (Ora sono un poco imbrogliata). (da sé)

OLIV. (La madre è più sostenuta del figlio). (da sé)

GIANN. (Perché siamo donne; se fossimo uomini, chi sa?) (da sé)

BEAT. (Mio figlio non vuole usar prudenza). (da sé)

GHI. Eccellenza...

BEAT. Chi è di ?

SERV. (Fa riverenza)

BEAT. Da sedere. (il Servitore distribuisce quattro sedie; parte, e poi torna) Sedete. (seggono) Vi siete incomodate a favorirmi.

GHI. Per obbedire Vostra Eccellenza.

GIANN. Ai comandi di Vostra Eccellenza.

OLIV. Serva umilissima di Vostra Eccellenza.

BEAT. Siete fanciulle, o maritate?

GHI. Maritate, per obbedire Vostra Eccellenza.

GIANN. Ai comandi di Vostra Eccellenza.

OLIV. Serva umilissima di Vostra Eccellenza.

BEAT. Sono qui i vostri mariti?

GIANN. Io sono la moglie del semplicista, ed è in montagna a raccoglier l'erbe.

OLIV. Il mio è il chirurgo, ed è andato a Napoli a cavar sangue a un cavallo.

GHI. Il mio è qui, e fa il cacciatore.

BEAT. Ma compatitemi; voi sarete del basso rango.

GHI. Eccellenza sì. (con vanità)

GIANN. (Che cosa vuol dir del basso rango?) (a Ghitta)

GHI. (Vuol dire che noi non siamo della montagna, ma del paese più basso). (da sé) Eccellenza sì, siamo del basso rango.

BEAT. Ci sono pure i deputati della Comunità?

GIANN. Eccellenza sì; mio padre è quel di mezzo.

OLIV. Il mio è quello dalla parte sinistra.

GHI. E il mio è quello dalla parte diritta.

BEAT. Dunque voi siete le più nobili del paese?

GHI. Eccellenza sì; siamo quelle del basso rango.

BEAT. (Sono veramente godibili). (da sé) Vi ringrazio dell'incomodo che vi avete preso.

GHI. Per obbedire Vostra Eccellenza.

GIANN. Ai comandi di Vostra Eccellenza.

OLIV. Serva umilissima di Vostra Eccellenza.

BEAT. Chi è di ?

GHI. (Chi è di . Sentite? Imparate). (a Giannina)

BEAT. La cioccolata. (al Servitore che parte, poi torna)

GIANN. (Che cosa ha detto?) (a Ghitta)

GHI. (La cioccolata).

GIANN. (Per che fare?)

GHI. (Ignorante! Per bere).

OLIV. (Che cosa ha detto?) (a Giannina)

GIANN. (Ci vuol dar da bere).

OLIV. (Ho sete, berrò volentieri).

BEAT. (Bella civiltà! parlano fra di loro). (da sé) Ebbene, raccontatemi qualche cosa.

GHI. Il lino, Eccellenza, quanto vale a Napoli?

. Io non ne ho cognizione.

GIANN. Che volete voi che Sua Eccellenza sappia di queste cose? Una Marchesa non fila, come facciamo noi. Ella farà dei pizzi, ricamerà, farà delle scuffie. Non è vero, Eccellenza?

BEAT. Sì, bravissima. Ecco la cioccolata.

(Il Servitore, che porta quattro chicchere di cioccolata, ne una alla Marchesa)

GIANN. (Che cosa è questa?) (a Ghitta)

GHI. (Cioccolata).

GIANN. (Così nera? Ehi! cioccolata nera!) (ad Olivetta)

OLIV. (Io non ne ho più bevuto). (il Servitore ne una a tutte)

GHI. Alla prosperità di Vostra Eccellenza. (se l'accosta alla bocca, sente che scotta, e la ritira) (Ehi! scotta). (a Giannina, e ne va bevendo)

GIANN. (Scotta, non la voglio). (ad Olivetta)

OLIV. (Nemmen io).

GIANN. Chi è di ? (chiama il Servitore, e gli la chicchera)

OLIV. Chi è di ? (fa lo stesso)

GHI. (Non posso più). Tenete, chi è di ? (come l'altre)

BEAT. Che? Non vi piace?

GHI. Eccellenza, non ho più sete.

BEAT. (In verità è da ridere. Vedo Rosaura in quella camera. (da sé) Ehi! Di' alla signora Rosaura che venga qui. (al Servitore)

GHI. (Avete sentito? Ha fatto chiamare Rosaura). (a Giannina)

GIANN. (Stiamo al nostro posto).

GHI. (La sarebbe bella! Siamo del basso rango).

GIANN. (Se vien Rosaura, non vi movete). (ad Olivetta)

OLIV. (Oh! non dubitate).

 

 

 


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