Carlo Goldoni
Il filosofo di campagna

ATTO PRIMO

SCENA QUINTA   Campagna con casa rustica.   Nardo esce di casa con una vanga, accompagnato da alcuni Villani

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SCENA QUINTA

 

Campagna con casa rustica.

 

Nardo esce di casa con una vanga, accompagnato da alcuni Villani.

 

NAR.

Al lavoro, alla campagna;

Poi si gode, poi si magna

Con diletto e libertà.

Oh che pane delicato,

Se da noi fu coltivato!

Presto, presto a lavorare,

A podare, a seminare,

E dappoi si mangerà;

Del buon vin si beverà,

Ed allegri si starà.

(Partono i Contadini, restandone uno impiegato)

 

Vanga mia benedetta,

Mio diletto conforto e mio sostegno,

Tu sei lo scettro, e questi campi il regno.

Quivi regnò mio padre,

L'avolo, ed il bisavolo, e il tritavolo,

E fur sudditi lor la zucca, il cavolo.

Nelle città famose

Ogni generazion si cambia stato.

Se il padre ha accumulato

Con fatica, con arte e con periglio,

Distrugge i beni suoi prodigo il figlio.

Qui dove non ci tiene

Il lusso, l'ambizion, la gola oppressi,

Sono gli uomini ognor sempre gl'istessi.

Non cambierei, lo giuro,

Col piacer delle feste e dei teatri

Zappe, trebbie, rastrei, vanghe ed aratri.

 

 

 


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