Carlo Goldoni
Il filosofo di campagna

ATTO PRIMO

SCENA OTTAVA   Salotto in casa di Don Tritemio, con varie porte.   Eugenia e Rinaldo

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SCENA OTTAVA

 

Salotto in casa di Don Tritemio, con varie porte.

 

Eugenia e Rinaldo

 

EUG.

Deh se mi amate, o caro,

Ite lontan da queste soglie. Oh Dio!

Temo che ci sorprenda il padre mio.

RIN.

Del vostro genitore

Il soverchio rigor vi vuole oppressa.

Deh, pensate a voi stessa.

EUG.

Ai numi il giuro:

Non sarò d'altri se di voi non sono.

Ah, se il mio cuor vi dono,

Per or vi basti, e non vogliate, ingrato,

Render lo stato mio più sventurato.

RIN.

Gradisco il vostro cor, ma della mano

Il possesso mi cale...

EUG.

Oimè! Chi viene?

RIN.

Non temete; è Lesbina.

EUG.

Io vivo in pene.

 

 

 


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